venerdì 28 ottobre 2016

Taccuino di viaggio_Monferrato


“Che ne dite di venire nel Monferrato ad ottobre?”

Questa domanda ci è stata posta ad agosto, da una coppia di amici, mentre eravamo a mollo in mare.
Neanche a dirlo, abbiamo contato i giorni per questo week end in Piemonte, immersi nei meravigliosi colori autunnali delle vigne.
Partiti di buon'ora il sabato mattina da Milano, in un paio d'ore siamo arrivati ad Alba, la città della Ferrero e del tartufo. E infatti siamo finiti nel bel mezzo della fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba; città piena di turisti in cerca di piatti con il prelibato tubero.






Il corso principale era invaso dalle bancarelle della fiera, ma siamo comunque riusciti a fare un piacevole giro per la città, accompagnati dall'odore delle mille preparazioni al tartufo e da quello della Nutella. Sì, perché, a un certo punto si è sparso nell'aria un profumo, un misto di nocciole e cioccolato; nella fabbrica alle porte della città stavano appunto preparando la famosa crema spalmabile, il cui aroma si diffonde poi per la città. Per il piacere delle narici di tutti :)


Dopo Alba ci siamo diretti verso le colline, fino a Neive, inserito nel club dei borghi più belli d'Italia. E a ragione: il centro storico, con ancora tracce dell'impianto medioevale, è tutto un'unica strada di ciottoli che costeggia le case signorili. E qui ci siamo fermati per bere un buonissimo moscato, con vista sulle colline circostanti.






Ma torniamo all'invito della nostra coppia di amici; abbiamo percorso ancora qualche chilometro nel cuore dei vigneti, da cui arrivano le uve che servono a produrre il moscato, fino ad arrivare a Casa Giuliana.
Una struttura tipica del 1600, ristrutturata, ed oggi aperta ai turisti, che vogliono passare qualche giorno di relax nel mezzo delle vigne.

La casa, di mattoni con i balconi in legno, è su una leggera altura e domina tutto il paesaggio circostante; siamo stati accolti in giardino da Lella e Piero, che qui vivono tutto l'anno, coccolando gli ospiti. I diversi appartamenti della casa sono uno più bello dell'altro, tutti ristrutturati mantenendone le caratteristiche originali.




Una notte qui ci ha completamente rigenerato dal caos della città; non abbiamo sentito letteralmente volare una mosca e il cielo era illuminato da una bellissima luna e da una stellata che non vedevamo da tempo.
Ma la parte migliore è arrivata a colazione; per gli ospiti Lella allestisce un buffet tutto cucinato con le sue mani. Si passa dalle crostate con la marmellata, ai biscotti, alla spremuta fino alle uova. Che arrivano direttamente dalla galline che razzolano vicino alla casa.
Ovviamente ci siamo fatti lasciare un paio di ricette, che vi proporremo a breve, promesso ;)



E dopo colazione? Bhe, una passeggiata nelle vigne è stata d'obbligo, giusto per farci venire l'appetito per la Fiera del Rapulè. 
Che cos'è?
Una festa enogastronomica che si snoda per le stradine del paese di Calosso. La fiera prende il nome dall’antica pratica della vendemmia dei grappoli tardivi, chiamati in dialetto locale Rapulin ‘d San Martin.
Si svolge il terzo weekend di ottobre quando, tradizionalmente, le aziende hanno finito con le vendemmie e il paesaggio inizia a tingersi dei colori autunnali.
Noi abbiamo trovato una giornata tutt'altro che autunnale; cielo azzurrissimo e sole abbastanza caldo da permetterci di stare anche in maglietta nelle ore centrali del giorno.

La fiera ha un funzionamento molto interessante; il centro storico di Calosso è caratterizzato da abitazioni che al piano terra hanno i caratteristici crotin, ovvero antiche cantine scavate nel tufo.







In ogni crotin c'è uno stand gastronomico che offre un piatto tipico e dei vini da abbinare. Tra le tante cose buonissime provate, la nostra preferita è stata l'uovo con il tartufo; piatto banale nella sua semplicità, ma buonissimo.
Menzione d'onore anche per la bagna càuda. Non la avevamo mai provata ed eravamo ben consapevoli della sua composizione e nomea di piatto poco digeribile. E invece no; nonostante fosse accompagnata da peperoni arrosto (e qui hanno voluto giocare con il fuoco), l'abbiamo trovata molto delicata e digeribile. 
E il dolce? Bhe, siamo nella terra delle nocciole, non poteva mancare una torta in loro onore. Questa volta non abbiamo dovuto nemmeno implorare per la ricetta, ce l'aveva già data Lella :)


Allora, non vi è venuta anche a voi la voglia di fare una gita nel Monferrato? Per la fiera dovrete aspettare ancora un annetto, ma per mangiare e bere bene qui tutte le stagioni vanno bene :)

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