venerdì 30 dicembre 2016

Capesante gratinate. O quasi.



Pronti al conto alla rovescia?


Qualche ora ancora e questo anno bisesto ce lo lasceremo alle spalle.
Sarete sicuramente indaffarati a preparare il cenone dell'ultimo dell'anno e avrete  già definito il menù. O no? Bhe, in ogni caso vi vogliamo proporre una ricettina veloce, un antipasto per aprire al meglio i festeggiamenti.
Ogni anno, in questo periodo, prepariamo le capesante gratinate al forno, veloci da cucinare e di sicuro effetto sugli ospiti; questa volta però abbiamo dovuto improvvisare, perché il forno era occupato dall'arrosto e noi dovevamo servire l'antipasto.
Quindi niente capesante gratinate, ma saltate in padella. Fin qui nulla di particolare, giusto? È per quello che abbiamo aggiunto un paio di cose per renderle sfiziose e non far rimpiangere la gratinatura.
Come sapete siamo amanti dei sapori agrodolci e anche con questa ricetta abbiamo voluto provare a fare un esperimento. Le capesante, sapide, abbinate con del radicchio saltato in padella con del miele, il tutto cosparso con delle briciole di pan brioche tostato. Et voilá, ecco l'alternativa a quelle gratinate.
E sapete una cosa? Sono anche più buone della versione originale, la finta gratinatura di pan brioche é decisamente più golosa di quella classica al pane. Ecco, questo tipo di ricetta pensiamo possa funzionare solo con questo tipo di mollusco, dal sapore delicato...se volete usarne un'altro tipo, come le cozze, meglio rimanere sul tradizionale, con la gratinatura a base di pane, aglio e prezzemolo ;)
Noi vi auguriamo un buonissimo fine d'anno e vi lasciamo la ricetta con una raccomandazione: preparate le capesante in abbondanza, che due a persona rischiano di essere poche, vi sentirete chiedere il bis più di una volta!


Capesante con Pan Brioche
dosi | 4 persone
capesante | 8
radicchio | un cespo
miele | 1 cucchiaio
pan brioche | una fetta
burro | 50 gr
sale&pepe | qb

Aiutandosi con un coltellino, staccare i molluschi dalla conchiglia, eliminare le parti sabbiose e sciacquarli bene.
Nel frattempo lavare e pulire il radicchio, tagliarlo a fette sottili longitudinali e farlo saltare in padella con 30 gr di burro; quando inizierà ad ammorbidirsi versare il miele, un dito di acqua calda, e lasciare cuocere fino a che non sarà del tutto evaporata e il radicchio caramellato. Regolare di sale e pepe e tenere da parte.
In un'altra padella far fondere il burro rimasto e farci dorare il pan brioche tritato grossolanamente; aggiungere le capesante, prima salate e pepate, e far cuocere un minuto per lato.
Rimettere i molluschi nelle conchiglie assieme al radicchio e alle briciole di pan brioche. Servire subito.

Il consiglio di Joe Toastino
Se vi piacciono i sapori più speziati, sostituite il pan brioche con del pan d'épices. Il procedimento rimane lo stesso, avrete solamente un piatto più aromatico :)

mercoledì 28 dicembre 2016

I Toast di Joe Toastino_Pain d'Épices e Salmone



Toast del riciclo.

Ovvero con gli avanzi che sono rimasti dai festeggiamenti vari.
Non che riciclo voglia dire scarsa qualità, anzi; si tratta solo pensare a un modo nuovo di proporre un qualcosa che abbiamo già mangiato nei giorni scorsi e che ora gira per casa senza una meta precisa :)
Per il toast di oggi abbiamo usato due cose di cui abbiamo già parlato sul blog: il pain d'èpices e il salmone marinato. A Natale li prepariamo sempre, ma sinceramente non ci era mai venuto in mente di metterli assieme; poi però ci abbiamo ragionato...perchè non abbinarli? In fondo sono due sapori che assieme potrebbero stare bene.
E infatti.
Per rendere migliore l'accoppiata abbiamo messo assieme anche una salsa allo yogurt e senape e una fettina di limone a completare il tutto. 
Noi abbiamo usato quello che avevamo preparato, ma potete utilizzare tranquillamente del salmone affumicato in sostituzione di quello marinato e del pain d'èpices già pronto. Se non doveste trovarlo, perché è una specialità natalizia tipicamente francese, ripiegate su bel buon pan brioche...perderete la nota speziata, ma il toast verrà comunque buonissimo :)




Mescolare un vasetto di yogurt bianco naturale da 125 gr con due cucchiaini di senape; salare, pepe e tenere al fresco fino al momento dell'utilizzo.
Far tostare in una padella antiaderente le fette di pain d'èpices, poi spalmarci la salsa allo yogurt; stenderci sopra il salmone, completare con una fetta sottile di limone e servire subito.

sabato 24 dicembre 2016

Barrette di Natale




Barattolini finiti :D

Oggi una ricetta velocissimissima, nel caso abbiate ancora da fare qualche regalino; delle barrette di cioccolato con dentro tante cose buonissime. E si fanno praticamente da sole, bisogna solo pensare a come impacchettarle e a chi regalarle :)
L'idea l'abbiamo presa da Donna Hay, che nell'ultimo numero della sua rivista, dedicato al Natale, propone appunto queste barrette, insieme a molte altre. E come mai abbiamo scelto proprio queste?
Bhe, facile, ci sono dentro i pretzel...e la combo con il cioccolato, se ve lo ricordate, ci fa impazzire (se proprio non vi ricordate, qui potete fare un ripassino). 
Ma quello che ci ha incuriosito di più è uno degli ingredienti, la liquirizia. Che in realtà non avevamo mai preso in considerazione per una ricetta; non che questa sia proprio una ricetta eh, diciamo che è mettere assieme cose buone e dargli una forma carina :D
Comunque...la liquirizia l'abbiamo sempre mangiata al naturale, ma a leggere dell'abbinamento con il cioccolato ci è partita immediatamente la curiosità e abbiamo dovuto fare il test. Bhe, lo sapete che non è per nulla male? Cioccolato e liquirizia sono due sapori decisamente forti, che potrebbero fare a cazzotti in bocca; e invece no, vanno a nozze. Ovvio, deve piacere la liquirizia, altrimenti inutile mettersi a farle :)
Poi ci sono anche i mimi marshmallow che, da come abbiamo potuto testare, servono un momento a cambiare consistenza, che tra liquirizia e pretzel è tutto uno scricchiolare sotto i denti….state attenti :D
E per finire, per non farci mancare nulla, dentro a queste barrette ci sono anche i biscotti allo zenzero (lo sappiamo che ne avete tutti almeno una confezione, ricordo di una gita all'ikea...ecco, abbiamo usato proprio quelli), che fanno tanto Natale.
Noi scappiamo che si deve cucinare per domani...vi lasciamo alla ricetta, e vi auguriamo un buonissimo Natale!

Barrette di Cioccolato
dosi | una teglia da 20x30 cm
cioccolato fondente | 800 gr
pretzel | 100 gr
mini marshmallows | 150 gr
biscotti allo zenzero | 180 gr
gocce di liquirizia | 100 gr

Tritare il ciocccolato e farlo sciogliere a bagnomaria. Aggiungere i pretzel spezzettati grossolanamente, i marshmallows e le gocce di liquirizia; mescolare bene e versare in una teglia da 20x30 cm, precedentemente rivestita con carta da forno. Livellare bene con il dorso di un cucchiaio e lasciare riposare in frigorifero per un paio d'ore; eliminare la carta e, con un grosso coltello, ricavare le barrette.
Si conservano per una settimana, ben chiuse in una scatola di latta. 

Il consiglio di Joe Toastino
Se non vi amate la liquirizia potete sostituirla con quello che più vi piace; potrebbero essere perfette delle nocciole o delle mandorle. Oppure anche delle arance candite, che con il cioccolato sono ottime.

martedì 20 dicembre 2016

2x1




2x1.

Oggi due ricette in un post, anticipiamo i saldi di gennaio :)
Scherzi a parte, ci è decisamente presa la mano sui chutney, come regali di Natale, un po' perché sono semplicissimi da fare, ma anche perché ce ne sono di infinite varianti. Così si riescono ad accontentare tutti i palati.
Quelli che vi proponiamo oggi sono un poco diversi dal solito, infatti per uno abbiamo utilizzato il cocco, mentre per l'altro la banana. Di base però l'ingrediente che li contraddistingue è l'aceto; è quello, assieme allo zucchero, che gli conferisce quella buonissima nota agrodolce. Ed è anche per quello che bisogna farli riposare per qualche settimana prima di consumarli, di modo che l'acidità possa andarsi a mescolare alla perfezione con gli altri ingredienti.
Quando eravamo a Lione, ci siamo imbattuti in un libro di marmellate e simili, con tutta una sezione dedicata ai chutney. Libro subito comprato e portato a casa...ed ecco spiegato perché vi stiamo proponendo come regali dei barattolini :)
In realtà eravamo partiti con l'idea di preparare il chutney di mango...se non che i mango paiono volatilizzati in quel di Milano; o quelli che abbiamo trovato erano delle pigne. E allora sai che c'è? Cambiato frutta ;)
A parte quello di mango, che prima o poi faremo, tra le ricette di chutney che hanno attirato subito la nostra attenzione, c'erano quelli preparati con cocco e banana: quello al cocco, più piccantino, è decisamente versatile, si accompagna con piatti diversi. Mentre quello alla banana invece ha più carattere, anche per la presenza di datteri e uvette, ed forse è leggermente più difficile da abbinare; ad esclusione del formaggio, su quello tutto va sempre bene :D
Comunque tranquilli, un paio di idee di abbinamenti le abbiamo e le trovate nei consigli di Joe Toastino, dopo la ricetta. E come per gli altri barattolini da regalare, vale sempre la stessa regola: decorateli come più vi piace!


Chutney di Cocco
dosi | 6 barattoli da 150 ml
cocco fresco | 500 gr circa
cipolla bianca | una
zenzero fresco | 50 gr
peperoncino fresco | uno piccolo
mela verde | una
semi di senape | un cucchiaio
aceto di mele | 500 ml
succo di mele | 200 ml
zucchero | 150 gr

Ricavare la polpa dalla noce di cocco, prima eliminando il guscio e poi la pelle marrone interna; passarla al mixer, tritandola grossolanamente.
Tritare la cipolla, grattuggiare lo zenzero e tritare anche il peperoncino, eliminando i semini interni; pelare la mela e tagliarla a cubetti da mezzo centimetro.
Mettere tutti questi ingredienti in una pentola, aggiungere lo zucchero, i semi di senape, l'aceto e il succo di mela e portare a bollore; lasciare sobbollire a fuoco dolce per 45 minuti, poi versare nei barattoli sterilizzati in precedenza, chiudere con i coperchi e lasciare raffreddare capovolti.
Lasciare riposare tre settimane prima di consumarlo.

Chutney di Banana
dosi | 6 barattoli da 150 ml
polpa di banana | 500 gr
arancio | uno
limone | uno
aceto bianco | 450 ml
datteri snocciolati | 200 gr
uvette | 200 gr
zenzero candito | 50 gr
zucchero di canna | 275 gr
curry | 2 cucchiaini
sale | un cucchiaino

Lavare bene l'arancio e il limone, prelevarne la scorza, tritarla finemente e poi spremere il succo dai frutti.
Tagliare le banane e metterle in una pentola con fondo spesso assieme all'aceto e il succo degli agrumi; aggiungere anche lo zenzero e i datteri tritati a coltello, accendere la fiamma e portare a ebollizione a fuoco dolce. Lasciare sobbollire per 30 minuti, poi unire lo zucchero, le uvette, il curry, il sale, mescolare bene e far riprendere il bollore; lasciare cuocere ancora per 15 minuti poi versare nei barattoli sterilizzati in precedenza, chiudere con i coperchi e lasciare raffreddare capovolti.
Lasciare riposare 1 mese prima di consumarlo.

Il consiglio di Joe Toastino
Oltre che con i formaggi questi due chutney si possono abbinare anche ad altri piatti; quello al cocco con del pollo al curry, mentre quello alla banana con del riso pilaf e qualche cima di cavolfiore al forno.

domenica 18 dicembre 2016

Taccuino di viaggio_Lione

La Festa delle Luci.

Ecco perché per il ponte dell'Immacolata siamo partiti alla volta di Lione. Se vi piacciono le atmosfere natalizie e le luci colorate...bhe, l'anno prossimo sapete dove andare :)
La Fête des Lumières ha origine quando, nel 1643, la città venne travolta dalla peste; i cittadini fecero voto alla Vergine Maria di salvarli dall'epidemia, recandosi ogni anno alla collina di Fourvière per renderle omaggio. L'epidemia si placò e un corteo si recò alla Cattedrale di Saint-Jean, ai piedi della collina, per portare in ringraziamento alla Vergine ceri e offerte; questo pellegrinaggio si ripete ogni anno per rinnovare il voto dell'epoca.
Con il passare degli anni si decise di demolire il campanile della cappella che ospitava la venerazione, per costruirne uno nuovo sovrastato dalla statua della Vergine; la posa della statua venne però rimandata a causa di un'alluvione del fiume Saona. Finalmente si riuscì a posarla l'8 di dicembre, proprio il giorno della festa dell'Immacolata Concezione; i lionesi, in segno di adorazione alla Vergine, illuminarono le loro finestre con dei lumini e scesero per le strade cantando inni a Maria. 
Dal 1989 poi la festa iniziò ad essere conosciuta a livello internazionale perché accompagnata da installazioni luminose proposte dal Comune; l'importanza della Festa delle Luci è cresciuta con il passare del tempo e ad oggi richiama migliaia di visitatori nei 4 giorni di durata; sì perché queste installazioni si possono ammirare per poco tempo, a cavallo dell'8 di dicembre.








Siccome era da un po' di anni che ne sentivamo parlare abbiamo deciso di prendere il treno che, in 5 ore, da Milano ci ha portato a Lione.
La città è stata una piacevole scoperta: quasi una Parigi in piccolo, due fiumi che la lambiscono e un nucleo medioevale patrimonio dell'umanità. Insomma, perfetta per un week end diverso dal solito. 
I fiumi sono la Saona e il Rodano; alla destra della Saona il nucleo storico, alla sinistra del Rodano la parte moderna con i grattacieli e nel mezzo il centro, fulcro della Festa delle Luci.







La parte moderna, quella a sinistra del Rodano, è prevalentemente residenziale, ma ci abbiamo comunque fatto un salto perché lì si trova un mercato coperto, con prodotti tipici della regione di Lione, ma anche di tutta la Francia. Non un mercato rionale, per nulla; un mercato organizzatissimo, riscaldato, dove i lionesi vanno a pranzare e cenare. Infatti ogni stand ha dei tavoli a disposizione dove vengono serviti piatti preparati con i prodotti in vendita.
Si passa quindi dalle ostriche al salmone affumicato, dai polli alla selvaggina, verdure e formaggi, fino ad un tripudio di dolci...impossibile non fermarsi per un almeno un piccolo assaggio.






Sempre sul lato sinistro del Rodano si trova il Parc de la Tête d'Or che, oltre ad essere il parco della città di Lione, è anche il più grande parco urbano di Francia; al suo interno si trovano zoo, serre, giardino botanico (anche questo il più grande della Nazione) e il giardino delle rose. Tutti assolutamente gratuiti, attirano cittadini e turisti in cerca di una piccola fuga dalla città; vi è inoltre un grosso lago navigabile. 
Anche se il mese di dicembre è molto freddo, il parco è decisamente godibile, soprattutto se si vogliono visitare le serre; bisogna prestare un poco di attenzione quando si passeggia nei viali vicino al lago, perché ogni tanto ci si imbatte in diverse specie di anatre a passeggio...e alcune non sono per nulla amichevoli. Meglio tenerle a distanza ;)




Andando invece sulla riva destra della Saona troviamo il nucleo storico di Lione, patrimonio Unesco dell'umanità. Ai piedi della collina di Fourvière, si sviluppano attorno alla cattedrale tante stradine collegate tra loro dai Traboule, che sono elementi tipici dell'urbanistica di alcune parti della Francia, in particolare di Lione. Dei passaggi pedonali che passano attraverso le corti private delle abitazioni, permettendo facilmente di attraversare un isolato, invece che girarci attorno. Siccome sono su proprietà private, il comune della città ne ottiene la servitù di passaggio in cambio della pulizia e interventi economici per la loro ristrutturazione.



Alle spalle del centro storico si innalza la collina di Fourvière, sulla cui sommità si trova la Basilica di Notre-Dame de Fourvière; dedicata alla Madonna fu costruita ispirandosi alla Basilica del Sacro Cuore di Parigi. Da qui si domina tutta Lione e, a poca distanza, si trova l'Anfiteatro delle Tre Gallie, a testimonianza dell'antica epoca romana della città.







Tra la Saona e il Rodano si trova invece il centro vero e proprio della città; girando per le vie abbiamo trovato tanti piccoli negozietti che si sono rivelati preziosi per fare qualche regalino di Natale. Qui ci sono anche il municipio e l'opera, le cui piazze sono sedi di installazioni della Festa.
Il fulcro di questa zona è Place Carnot, una delle più grandi d'Europa, con la sua ruota panoramica, simbolo della piazza e facilmente visibile anche da altre parti di Lione.




Ed è nel centro che si svolge gran parte della Festa delle Luci; quest'anno erano circa 70 le installazioni e per vederle tutte ci abbiamo messo esattamente le tre sere della durata della manifestazione. Vengono accese dalle 8 di sera fino a mezzanotte e in quel lasso di tempo le strade vengono invase da migliaia di persone che si spostano da una parte all'altra per potere assistere ai diversi spettacoli.







Al calare della sera è tutto un brulicare di preparativi: i vari bar riforniscono i banchetti di fronte alle vetrine di vino caldo e lungo il fiume vengono allestiti diversi banchi di cibo da strada.
In attesa dell'inizio è stato molto piacevole girare per le strade addobbate a festa, sorseggiando il famoso vino caldo, che ci ha tenuto in piedi per le 3 sere; alla prima non eravamo molto preparati al freddo e girare per 4 ore di seguito è stato abbastanza impegnativo. Le altre due siamo arrivati con vari strati di vestiti addosso, così, giusto per evitare l'assideramento :)






Come dicevamo, le installazioni erano molte e per comodità divise su tre percorsi consigliati, in modo da poterne vedere uno diverso a sera. Ecco...c'è da mettere in conto la quantità enorme di gente in movimento a piedi per le strade; inoltre alcuni giochi di luci erano pensati come dei mini spettacoli, soprattutto quando si trovavano all'interno delle piazze; bisognava quindi seguire percorsi obbligati e aspettare che finisse, attendere il ricambio di persone e il successivo inizio. Niente attese infinite comunque, l'organizzazione era perfetta e tutto si svolgeva nella massima sicurezza.



Vi abbiamo fatto venire voglia di farci un giro? Da quello che abbiamo visto noi Lione può essere bellissima in qualsiasi stagione, ma se volete vederla addobbata anche illuminata a festa non vi resta che attendere un annetto e immergervi anche voi in questa bellissima Fête des Lumières.



venerdì 16 dicembre 2016

Marmellata da regalo

Nuovo regalino :)

Oggi una marmellata leggermente speziata, perfetta la mattina a colazione con una bella fetta di pane e burro.
Come per il chutney dello scorso post, anche questa volta assolutamente niente di complicato. In molti pensano che fare una marmellata richieda ore di preparazione e imbrattamento della cucina; niente di più sbagliato ;)
Ecco, l'unica cosa un pochino lunga è stare a lavare, pelare e tagliare a pezzettini la frutta...e quando si tratta di vari chili...bhe lo ammettiamo, è abbastanza noioso.
Ma noi vi veniamo incontro con questa marmellata di mandarini: come tipo di frutto si sbucciano facilmente e poi si passano al passaverdura, di modo che non c'è bisogno nemmeno di togliere pellicine bianche o eventuali semini, vengono trattenuti dal setaccio. Comodo no? :D
Questa è la prima volta che abbiamo usato i mandarini; di solito la marmellata di agrumi la prepariamo con le arance, preferibilmente amare. Anzi, la facciamo solo quando abbiamo per le mani arance amare...quindi molto poco, che sono difficilissime da trovare.
E visto che eravamo pieni di mandarini che giravano per casa ci siamo detti...perchè non provare? Tanto sono agrumi anche loro. Quando prepariamo la marmellata di arance usiamo anche le scorze, con i mandarini diventa complicato, quindi si salta anche tutto il passaggio della bollitura delle scorzette...il che la rende velocissima. Ve lo avevamo detto, no? ;)
E la parte speziata? Bhe l'idea arriva dalla mamma di uno di noi due. Anzi, facciamo proprio che dirvi che questa marmellata ce l'ha fatta assaggiare lei e che vi stiamo praticamente dando la sua ricetta. Con i mandarini c'è il cardamomo...che sinceramente non ci era mai venuto in mente di mettere in abbinamento con gli agrumi. E invece, guarda un po', ci sta benissimo.
Come per il chutney, abbiamo preparato dei piccoli barattolini da regalare...e nella foto vi diamo una piccola idea su come presentarli; basta un poco di stoffa colorata per fare un figurone!

Marmellata di Mandarini e Cardamomo
dosi | 6 barattoli da 150 ml
mandarini | 1,5 kg
zucchero | 800 gr
cardmomo | 5 capsule
limone | uno piccolo

Sbucciare i mandarini e passarli al passaverdure a fori larghi; si deve ottenere 1 kg di polpa passata.
Mettere la polpa dei mandarini in una pentola con il fondo spesso e aggiungere lo zucchero e il succo del limone; mescolare bene poi unire le capsule di cardamomo.
Portare a ebollizione a fuoco medio mescolando e lasciare sobbollire per 20 minuti, dando una mescolata ogni tanto. Eliminare le capsule di cardamomo, versare nei vasetti sterilizzati, capovolgere e lasciare raffreddare.

Il consiglio di Joe Toastino
Se vi piace avere un sapore più intenso del cardamomo, potete sbucciare le capsule, pestare i semini all'interno e aggiungerli direttamente con lo zucchero. In questo caso ricordatevi si usare al massimo 3 capsule, in modo da non coprire il gusto dei mandarini.

mercoledì 14 dicembre 2016

Barattolini



Ansia da regalo?

Sta arrivando il Natale e non sapete dove andare a sbattere la testa con i regali?

Perchè non prepararli con le proprie mani allora? Meglio un piccolo pensierino prodotto in casa che una cosa presa a caso all'ultimo secondo, no?
Noi è da qualche anno che sposiamo questa filosofia e, ve lo diciamo, la richiesta dei nostri regalini autoprodotti aumenta. Solitamente preparavamo dei sacchetti di biscotti misti (se guardate sull'indice delle nostre ricette ne troverete di diversi tipi), quest'anno aggiungeremo anche dei barattolini di conserve. Così, giusto per far aumentare la lista di attesa :D
Oggi la ricetta è quella di un chutney, preparato con delle bellissime mele verdi che ci hanno spedito a casa qualche giorno fa; per i nostri gusti, questo tipo di mele, leggermente acidognole, le preferiamo cotte e abbiamo quindi deciso di trasformarle nel primo dei nostri barattolini regalo.
È una di quelle ricette che si preparano praticamente da sole; non fatevi spaventare dalla quantità di ingredienti...una volta che è tutto in pentola basta dargli un occhio ogni tanto ed il gioco è fatto. Come vi suggeriamo nella foto, con qualche pezzetto di formaggio e della frutta secca si mette in piedi un mini aperitivo per gustarlo nel modo migliore.
Poi perché non decorare il barattolino come più vi piace? Etichette, nastrini e cordoncini...pensate a chi lo volete donare e sbizzarritevi ;)


Chutney di Mele Verdi
dosi | 6 barattoli da 150 ml
mele verdi | 4 grandi
zucchero | 375 gr
aceto di mele | 350 gr
uvetta | 65 gr
scalogni | 2
zenzero fresco | 3 cm
aglio | uno spicchio
peperoncino secco | mezzo cucchiaino
anice stellato | uno
semi di senape | mezzo cucchiaio
sale | qb

In una larga pentola versare l'aceto, versarci lo zucchero e mescolare fino a che non sarà parzialmente dissolto.
Pelare le mele, tagliarle a cubetti di 1 cm circa e metterle nella pentola assieme all'aceto; aggiungere le uvette, lo zenzero pelato e tagliato a fette di 5mm, lo scalogno tritato, il peperoncino e l'anice stellato.
Portare a bollore a fuoco medio, poi unire l'aglio tritato i semi di senape ed assaggiare, regolando di sale se necessario; abbassare il fuoco e far cuocere a fiamma dolce per 40/45 min o fino a che il liquido non si sarà ridotto al minimo.
Versare nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiuderli bene e lasciarli raffreddare capovolti, in modo da creare il sottovuoto.

Il consiglio di Joe Toastino
Se volete dare una nota ancora più fruttata sostituite in parte, o completamente, le uvette con la stessa quantità di albicocche secche tagliate a cubetti.




martedì 6 dicembre 2016

È tempo di zuppa

Zuppa?

Che ne dite? Il freddo si fa decisamente sentire, serve qualcosa di caldo per riscaldarsi :)
Una zuppa facilissima, con quel tocco particolare, che a noi piace sempre. 
Da un recente viaggio in Spagna (tra un poco pubblicheremo un post, dateci il tempo di risistemare tutte le foto :D) abbiamo portato a casa del chorizo, tipico insaccato spagnolo. A base di carne di maiale ha un gusto particolarissimo, quasi affumicato, dato anche dalla paprika; e infatti si trova in due varianti, dolce e piccante, dipende dal tipo di paprika utilizzata. In entrambe le versioni però rimane il caratteristico colore rosso fuoco, bisogna fare attenzione a quella che si acquista.
Dicevamo...fa decisamente freddo ed è ora di sfoderare la pentola di coccio che usiamo per preparale le zuppe; si può utilizzare anche una normalissima pentola eh, ma quella di coccio regala un aroma che è difficile da spiegare. Se ne avete l'occasione provatela anche voi e non tornerete più indietro, garantito ;)
La zuppa in se non è assolutamente nulla di complicato, anzi, è proprio a prova di errore. Tutto sta nel seguila un pochino durante la cottura e si porta in tavola un piatto non solo buono per il palato, ma ottimo anche per scaldare il corpo :)


Zuppa di Lenticchie
dosi | 4 persone
lenticchie | 200 gr
chorizo | 150 gr
polpa di pomodoro | 2 scatole da 400 gr
cipolla bianca | una media
aglio | uno spicchio
brodo di pollo | 1 lt
olio evo | 2 cucchiai
peperoncino | qb
sale&pepe | qb

Tagliare una decina di fette sottili di chorizo e tritare grossolanamente a coltello il resto. In una larga pentola scaldare l'olio e far soffriggere il chorizo; togliere quello tagliato a fette e tenerlo da parte.
Unire la cipolla e l'aglio tritati e far cuocere fino a che non saranno morbidi; aggiungere le lenticchie, precedentemente sciacquate, il peperoncino e mescolare per un paio di minuti. Versare poi i pomodori, il brodo caldo, portare a bollore e far cuocere a fuoco medio per 40 minuti circa, o fino a che le lenticchie non sono cotte; se si asciugassero troppo versare poca acqua calda.
Regolare di sale e pepe e servire con le fette di chorizo tenute da parte.

Il consiglio di Joe Toastino
Se non trovate il chorizo potete sostituirlo con della pancetta affumicata e aggiungere un cucchiaino di paprika dolce al soffritto.

lunedì 28 novembre 2016

I Toast di Joe Toastino_Prugne Speziate e Formaggio di Capra


Oggi spezie.

D'altronde si avvicina a grandi passi il Natale e noi abbiamo pensato ad un toast che inizi a farci entrare nell'atmosfera festiva.
Le spezie sono quelle che ricordano di più questo periodo dell'anno: cannella, cardamomo, anice stellato e zenzero...basta sentirne il profumo e ci si trova catapultati sotto l'albero a scartare i regali :)
Il toast che vi proponiamo può essere pensato sia come dessert o come un buonissima colazione, per un ottimo inizio di giornata; magari la domenica, quando si ha più tempo da dedicare a se stessi.
Come sapete, abbiamo una specie di venerazione per il formaggio di capra, quindi ogni scusa è buona per utilizzarlo; in questo caso ancora di più, perchè si accompagna benissimo con il leggero acidulo delle prugne e l'aroma deciso delle spezie. Per il pane questa volta abbiamo usato il pan brioche alla zucca e nocciole, che vi abbiamo proposto poco tempo fa; se ve lo siete perso nessun problema, trovate qui la ricetta :)
E se volete proprio strafare preparate il toast in versione super golosa; invece che far tostare il pane, passatelo nell'uovo sbattuto e poi fatelo dorare in una padella con poco burro. Infine spolveratelo con della cannella e proseguite con la ricetta sotto...vi abbiamo per caso fatto venire voglia di provarlo? ;)

























































In una padella far fondere poco burro e unire, a piacere, zenzero fresco, cannella, cardamomo e anice stellato; far rosolare per qualche minuto, poi aggiungere le prugne tagliate a metà e un cucchiaio circa di zucchero di canna. Continuare la cottura fino a quando le prugne sono morbide e iniziano a rilasciare parte del loro succo. Spegnere il fuoco e tenere da parte.
Prendere una fetta di pan brioche e tostarla in una padella antiaderente, senza grassi; poi adagiarci sopra le prugne, in modo che bagnino leggermente il pane, completare con il formaggio di capra fresco e qualche goccia del sugo di cottura.

venerdì 18 novembre 2016

Zucca bites

Oggi dolcetti.

Da mangiare uno dopo l’altro, come le ciliegie. Con la zucca, ovviamente ;)
Vi proponiamo dei tartufi, tuffati nel cioccolato e completati con un pizzico di fior di sale. Starete pensando…nhaa, troppo complicati da fare. E invece no, escludendo il tempo di riposo, ce la si cava in poco tempo, davvero.
Di questi tartufi, sul web, se ne trovano infinite varianti; possiamo dire che la nostra è un assemblaggio di diverse ricette. Si accomunano quasi tutte comunque per la presenza di biscotti sbriciolati, che poi vengono mescolati a diversi ingredienti in modo da dare consistenza e poter modellare i tartufi.
Nei nostri abbiamo messo, oltre ai biscotti, della zucca cotta al forno e poi ridotta in purea, formaggio spalmabile e cioccolato bianco. Sì, a leggere parrebbe un miscuglio un poco troppo dolce; ma il cioccolato fondente che li ricopre e il pizzico di sale servono a riequilibrare il tutto, tranquilli ;)
E vi diamo anche una piccola idea…Natale si avvicina a grandi passi, perché non prepararli e regalarli? La versione che trovate nella ricetta si deve fare solidificare in frigorifero; nel caso voleste preparare dei pacchettini dono dovrete temperare il cioccolato.
Ma niente di complicato, tranquilli; trovate il procedimento nei consigli di Joe Toastino, dopo la ricetta :)

Tartufi alla Zucca
dosi | 30 tartufi circa
formaggio cremoso | 60 gr
zucchero a velo | 15 gr
zucca cotta | 80 gr
biscotti secchi | 180 gr
cioccolato bianco | 120 gr
cioccolato fondente | 200 gr
cannella | mezzo cucchiaino
noce moscata | un pizzico
fior di sale | qb

Con una frusta montare assieme il formaggio con lo zucchero a velo; aggiungere poi la zucca ridotta in purea, i biscotti passati al tritatutto, il cioccolato bianco fuso a bagnomaria, la cannella e la noce moscata. Mescolare bene fino a che gli ingredienti non sono ben amalgamati e lasciare riposare in frigorifero per un'ora.
Riprendere l'impasto e ricavarne tanti tartufi della dimensione di una piccola noce; tuffarli nel cioccolato fondente sciolto a bagnomaria, trasferirli su una teglia foderata di carta da forno, completarli con qualche granello di fior di sale e lasciarli rapprendere in frigorifero.

Il consiglio di Joe Toastino
Se pensate di preparali per dei regalini di Natale, allora dovete temperare il cioccolato, in modo che si solidifichi a temperatura ambiente e non si sciolga. Lo si può fare anche senza un termometro; tritate il cioccolato e farne sciogliere due terzi a bagnomaria. Toglierlo dal fuoco, unire il restante cioccolato tritato e mescolare fino a che non si sarà sciolto; lasciarlo riposare per 5 minuti poi usarlo per ricoprire i tartufi. Facendo così si solidificherà a temperatura ambiente, senza rischio di sciogliersi successivamente.

giovedì 10 novembre 2016

Arancione

Ve lo avevamo detto, no?

Eccoci con una nuova ricetta a base di zucca.
Oggi una bella insalata autunnale tutta arancione.
Come sapete ci piace molto la zucca al forno, e in questo periodo la prepariamo veramente quasi tutti giorni; abbiamo quindi voluto provare a farla in insalata, con un condimento di quelli che piacciono a noi, agrodolce.
La salsa la avevamo assaggiata qualche tempo fa; un intingolo a base di acciughe, uvette ed erbe aromatiche. Non avendo la ricetta abbiamo provato a ricrearla a casa ed il risultato non si allontana poi molto dall'originale. Non spaventatevi a leggere gli ingredienti che la compongono...sembra che non possano andare d''accordo, ma fidatevi di noi, è buonissima. E sì, ci sono dentro anche basilico e menta; lo sappiamo che non è esattamente la loro stagione, ma nei vasi del nostro balcone ancora sopravvivono quindi perché non utilizzarli? ;)
Altra cosa...usate il mortaio per la salsa, non il frullatore, che spappolerebbe tutti gli ingredienti. Con il mortaio invece si ottiene una consistenza perfetta. Pesto docet :D
Fin qui il condimento. Poi l'insalata si fa veramente da sola; noi abbiamo aggiunto la feta, per dare quel tocco salato a contrastare la dolcezza di zucca e carote. E poi qualche noce...perchè la frutta secca ci sta bene sempre, non servono spiegazioni ;)
Scommettiamo che diventerà la vostra insalata autunnale preferita?

Insalata Tiepida di Zucca e Carote
dosi | 4 persone
zucca | 500 gr
carote | 500 gr
acciughe | 4 filetti
feta | 200 gr
noci | 50 gr
capperi sotto sale | 30 gr
uvette | 30 gr
basilico | un rametto
menta | un rametto
peperoncino | un pizzico
miele | due cucchiai
olio evo | 100 ml
aceto balsamico | un cucchiaio
limone | uno
sale&pepe | qb

Preparare il condimento mettendo in un mortaio l'uvetta ammollata, i capperi dissalati, le acciughe, il basilico, la menta e il peperoncino. Pestare bene fino ad ottenere una pasta, poi unire l'olio, l'aceto e il succo del limone; se serve regolare di sale e pepe e tenere da parte.
Pelare le carote e tagliarle a pezzi regolari di circa due centimetri; metterle in una pentola, coprirle con acqua fredda, portare a bollore e poi scolarle.
Pulire la zucca e tagliarla a pezzi regolari simili alle carote; condirla con un filo d'olio e sale e infornarla a 190° per 10 minuti. Aggiungere poi le carote, sempre condite con olio e sale e proseguire la cotture per altri 10 minuti, o fino a che le verdure non sono tenere. Estrarle poi dal forno, spennellarle con il miele e lasciarle intiepidire.
Dividere poi carote e zucca nei piatti, completare con la feta sbriciolata, i gherigli di noci e servire con la salsa di accompagnamento.

Il consiglio di Joe Toastino
Se volete sperimentare, provate a sostituire il succo di limone con quello di mandarino, più aromatico e dal sapore meno pungente.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...