mercoledì 18 novembre 2015

Il risotto della domenica

Ci siamo accorti di una cosa.

È da un sacco di tempo che non vi proponiamo un primo piatto, bisogna rimediare :)
Durante la settimana non abbiamo quel gran tempo per metterci lì a preparare un bel primo piatto come si deve, ma la domenica il tempo lo facciamo saltare fuori, non si discute.
Il tempo per preparare il pranzo della domenica, quello che durante la settimana è, appunto, impossibile da organizzare. 
Un piccolo antipasto, un bel primo, il secondo se c'è ancora un poco di spazio in pancia e il dolce; non si riesce a prepararlo in settimana, e diciamo per fortuna...a mangiare tutti i giorni così, rotoleremmo invece che camminare :D
Questo risotto lo abbiamo preparato, per l'appunto, domenica scorsa; in realtà non è assolutamente nulla di difficile. Di base si tratta di un risotto bianco, arricchito da taleggio e spinaci; un risotto coccoloso, perfetto per il freddo che ha deciso di farsi più prepotente. Pochi ingredienti ma, non bisognerebbe neanche dirlo, ottimi. 
Vista la presenza del taleggio non abbiamo aggiunto nella mantecatura il parmigiano, come di solito andrebbe fatto; preferivamo avere come protagonista questo formaggio che però, come unico protagonista del piatto, rischia di essere troppo presente. Ecco perché abbiamo aggiunto gli spinaci, praticamente a crudo: smorzano la grassezza del formaggio e la loro aggiunta alla fine fa in modo che rimangano leggermente croccanti, variando consistenza ad ogni boccone...e colorando il risotto, che sennò sarebbe troppo monocromatico ;)

Risotto Taleggio e Spinaci
dosi | 4 persone
riso carnaroli | 300 gr
taleggio | 150 gr
spinaci freschi | 200 gr
cipolla bianca | una piccola
olio evo | due cucchiai
burro | 20 gr
vino bianco | mezzo bicchiere
brodo vegetale | qb
sale&pepe | qb

Tritare la cipolla e metterla in una pentola assieme all'olio e al burro; far cuocere fino a che la cipolla non è morbida e trasparente. Unire il riso, farlo tostare, poi sfumare con il vino e lasciare evaporare tutto l'alcool.
Aggiungere poco alla volta il brodo caldo, versandone altro quando inizierà ad asciugarsi e portare a cottura il riso. A cinque minuti dal termine della cottura unire il taleggio e per ultimi gli spinaci ben lavati ed asciugati. Togliere dal fuoco, regolare di sale e pepe e servire subito.

Il consiglio di Joe Toastino
Potete completare il risotto con una manciata di pinoli. Fateli tostare per qualche minuto in padella, senza nessun grasso; toglieteli dal fuoco quando saranno abbrustoliti e leggermente traslucidi, segno che stanno iniziando a rilasciare il loro olio. Cospargeteli poi sul risotto, dopo averlo impiattato.

lunedì 16 novembre 2015

Da toast a vellutata

Abbiamo osato.

Nel senso che ci era piaciuto così tanto il toast di qualche giorno fa che lo abbiamo rivisitato. Ovvero abbiamo messo tutti gli ingredienti, più altri, in pentola e ne abbiamo tirato fuori una vellutata.
Avevamo dubbi sul cachi, già quando stavamo ragionando sul toast, ma visto l'ottimo risultato di quell'esperimento...perchè non osare? ;)
E poi, a pensarci bene, non si usa la zucca nelle vellutate? Non è dolce? E il cachi non è dolce? Ed arancione pure lui? Ci siamo quindi fatti passare le ultime resistenze nella nostra testolina e messi all'opera. L'unica cosa che si distacca dal toast è quel leggero sentore speziato, che nelle vellutate a noi piace sempre tanto, sopratutto in quelle invernali.
Il lardo e le spezie rendono molto saporito il soffritto, le castagne conferiscono cremosità alla vellutata ed i cachi...bhe i cachi funzionano. Abbiamo poi completato il tutto con dei crostini usando con il pane al cacao che ci era rimasto. 
Non c'è che dire, esperimento riuscito! Se la preparate per altre persone fate finta di nulla e solo alla fine rivelate l'ingrediente segreto...scommettiamo rimarranno tutti sorpresi?
Piccola nota sui cachi mela: diversamente da quelli normali, che si capisce benissimo quando sono maturi, ovvero quando sono belli morbidi, questo particolare tipo di cachi tende ad ingannare. Rimane sempre duro (non a caso l'hanno chiamato mela eh), quindi per capire se è buono o meno non resta che aprirlo e assaggiarlo. Per buono intendiamo che non allappi la lingua...state attenti perché un cachi non maturo, anche se cotto, rischia di rovinare tutto il piatto. Comunque quelli in vendita, generalmente sono pronti da mangiare; se non siete sicuri, metteteli per qualche giorno in un sacchetto di carta assieme a delle mele, che, rilasciando etilene, li faranno maturare. Trucco della nonna spiegato con un minimo di basi scientifiche ;)

Vellutata di Cachi e Castagne
dosi | 4 persone
cachi mela | due
castagne cotte | 100 gr
lardo a fette | 30 gr
cipolla bianca | una
rosmarino | un rametto
curry | mezzo cucchiaino
curcuma | un cucchiaino
radice di zenzero | un cm
aglio | uno spicchio
brodo vegetale | qb
sale&pepe | qb

Tritare la cipolla e metterla in una pentola con fondo spesso assieme allo zenzero e all'aglio grattuggiati, il rametto di rosmarino e il lardo. Fare stufare fino a che le cipolle non sono morbide, poi aggiungere il curry e la curcuma e fare andare ancora un paio di minuti; eliminare poi il rosmarino.
Aggiungere i cachi, sbucciati e tagliati a pezzetti, le castagne e lasciare rosolare; versare il brodo a filo e lasciare cuocere, senza coperchio, per 20 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo altro brodo se necessario.
Passare con il frullatore ad immersione, regolare di sale e pepe e servire subito la vellutata, accompagnata da crostini.

Il consiglio di Joe Toastino
Per i crostini, abbiamo usato il pane al cacao che avevamo preparato per l'ultimo toast che vi abbiamo proposto; se non ne avete, provate ad usare del pane di segale, che si sposa benissimo con i sapori speziati di questa vellutata.

martedì 10 novembre 2015

In difesa del Cavoletto

Cavoletti di Bruxelles.

In cima alla classifica delle verdure meno sopportate ci sono loro. Assieme, probabilmente, a tutta la famiglia dei cavoli in generale. Forse la loro cattiva fama deriva dall'odore poco invitante mentre vengono cotti (basta aprire la finestra, no?), oppure alla, falsa, fama di poca digeribilità.
Non è comunque il nostro caso, i cavoletti ci piacciono un sacco; quando è stagione sulla nostra tavola non mancano mai. Li mangiamo anche semplicemente bolliti con un filo di olio, sale e pepe.
Oggi vi proponiamo una ricetta di quelle che piacciono a noi, che mischiano frutta e verdura; un contorno che si abbiana a qualsiasi piatto, che sia carne, pesce o un bel piatto di formaggi misti.
Cavoletti di Bruxelles al forno con uva. Una cosa molto semplice, molto buona e veramente velocissima da preparare, anche per dei pranzi o cene dell'ultimo minuto. Si mette tutto in forno e voi avrete il tempo di preparare qualcosa d'altro...o semplicemente rilassarvi in attesa che sia tutto cotto :)
Frutta e verdura appunto; in questo caso la dolcezza dell'uva si sposa benissimo con il retrogusto vagamente piccante dei cavoletti. Cucinateli anche a chi non ama cavoli e simili...scommettiamo che cambierà idea? ;)

Cavoletti di Bruxelles e Uva al Forno
dosi | 4 persone
cavoletti di bruxelles | 350 gr
uva rosata | 350 gr
timo | un rametto
olio evo | 2 cucchiai
sale&pepe | qb

Pulire i cavoletti, lavarli, tagliarli a metà e metterli in una ciotola assieme agli acini di uva lavati, l'olio, le foglioline del timo, sale e pepe. Mescolare bene e versare in una teglia, ricoperta con carta da forno.
Cuocere in forno caldo a 230° per 20 minuti circa, fino a che i cavoletti non sono teneri ed abbrustoliti.

Il consiglio di Joe Toastino
Potete completare la ricetta con una manciata di noci tritate grossolanamente, daranno ancora più gusto al piatto!

venerdì 6 novembre 2015

I Toast di Joe Toastino_Cachi, Castagne e Lardo


Più autunno di così non si può.

Il toast di oggi è un concentrato di autunno, forse manca la zucca, ma un toast con lei protagonista ve lo avevamo già proposto, ricordate? ;)
Questa è anche la stagione di cachi e castagne, quindi...perchè non pensare di usarli per fare un toast? Ci abbiamo ragionato sopra, dovevamo solamente bilanciare bene la dolcezza del cachi e delle castagne.
Siamo quindi partiti dal pane, che doveva avere un sapore deciso, per andare a contrastare, ma anche a sposarsi, con il resto degli ingredienti. La ricetta del pan carrè è la solita, abbiamo solo sostituito 40 gr di farina con la stessa quantita di cacao amaro in polvere e aggiunto una manciata abbondante di noci tritate grossolanamente.
Viene fuori un pane molto profumato, leggermente amarognolo ma aromatico; perfetto per quello che volevamo fare ;)
Cachi e castagne però non erano abbastanza; abbiamo arricchito la farcitura con qualche fettina sottile di lardo, giusto per rendere questo toast l'apoteosi dell'autunno :D
Magari preparatelo dopo una bella passeggiata nei boschi; vi servirà qualcosa per recuperare le energie e questo toast è perfetto!


Incidere le castagne, metterle in una pentola, coprirle con acqua fredda, portare a bollore e lasciare cuocere fino a che non sono tenere. Sbucciarle quando sono ancora calde e schiacciarle con una forchetta; condirle con olio, sale e pepe e tenerle da parte.
Lavare il cachi, sbucciarlo e tagliarlo a fatte di mezzo centimentro circa. In una padella scaldare un goccio di olio, aggiungere un rametto di rosmarino e poi le fette di cachi; far cuocere fino a che non sono rosolate, poi condirle con sale e pepe.
Prendere una fetta di pan carrè, stenderci il composto di castagne, poi il lardo, le fette di cachi e chiudere con l'altra fetta di pane; passarlo in una padella antiaderente fino a che il pane non è abbrustolito e il lardo inizia a sciogliersi.

mercoledì 4 novembre 2015

Un alberello di arance


Un alberello di arance.

Lo abbiamo comprato qualche anno fa; piccolino, non ha mai fatto molti frutti, giusto una manciata.
Poi, un paio di primavere fa, lo abbiamo trapiantato, è cresciuto un poco ed ora è carico di frutti...tante piccole arance, grandi circa come delle palline da ping pong.
Non si riescono però a mangiare. Nel senso, una volta sbucciate non rimane praticamente nulla...quindi che farne? Perchè di lasciarle ad appassire sull'alberello non se ne parlava proprio.
Ci è venuto in mente di prepararle candite; avevamo letto tempo fa una ricetta di mandarini cinesi, o kumqwat, canditi, appunto. Ora, i mandarini cinesi a noi non hanno mai convinto da mangiare così come sono. Di sbucciarli non se ne parla, si perde solo pazienza, e di mangiarli con la buccia non se ne parla doppiamente; quelle poche volte che li abbiamo utilizzati sono finiti assieme ad altri ingredienti in dolci o simili, e comunque cotti.
Quindi, perché non farli canditi? Il procedimento è veramente banale, bisogna solo aspettare i tempi di riposo, ma d'altronde, per le cose buone ci vuole tempo ;)
Ma poi come si usano? A noi piacciono con i formaggi; ma stanno benissimo anche con del gelato o come dei canditi veri e propri, quindi da inserire nei dolci...insomma, sbizzarritevi!!

Mini Arance Candite
mini arance/kumqwat | 1 kg
zucchero | 1 kg
acqua | 1 lt
bicarbonato | 2 cucchiai

Mettere le arance in una grossa ciotola, coprirle con acqua fredda, aggiungere il bicarbonato, mescolare bene e lasciare riposare per due ore.
Riprenderle, sciacquarle bene e bucherellarle con uno stuzzicadenti.
In una pentola capiente, con fondo spesso, versare lo zucchero, l'acqua e portare a ebollizione; unire le arance e far cuocere per 20 minuti, lasciando sobbollire dolcemente. Spegnere il fuoco, coprire e lasciare riposare 24 ore.
Passate le 24 ore togliere le arance dalla pentola, riportare a bollore lo sciroppo, rimettere le arance e far cuocere altri 20 minuti; lasciare poi riposare altre 24 ore. Ripetere poi il procedimento un'altra volta.
Lasciare raffreddare le arance e poi metterele in un barattolo a chiusura ermetica; si corservano per 6 mesi, al buio e all'asciutto.

Il consiglio di Joe Toastino
Aromatizzate lo sciroppo con delle spezie, tipo una stecca di cannella o una bacca di vaniglia; saranno ancora più buone :)
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