martedì 28 aprile 2015

I Toast di Joe Toastino_Fragole, Cioccolato e Brie

Fragole.

Finalmente è iniziata la stagione delle fragole e noi le metteremmo ovunque :)
Questo toast ne è un esempio; e che cosa si sposa benissimo con le fragole? Ma il cioccolato, ovvio. Non ci siamo fermati a quello però: abbiamo messo anche del brie.
Si avete capito bene, del formaggio. Che non è un'idea poi così strana...d'altronde non stiamo parlando di un ingrediente così lontano da fragole e cioccolato.
Seguite un attimo il nostro ragionamento...il formaggio non viene servito spesso a fine pasto accompagnato da frutta e marmellate o miele? Noi non mettiamo la marmellata ma direttamente la frutta fresca. Il cioccolato fondente poi non è così dolce da stonare, anzi, si sposa perfettamente con la leggera asprezza delle fragole e la “grassezza” del formaggio.
Per il pane la ricetta è sempre la stessa, solo che abbiamo sostituito metà dose di farina 00 con farina di orzo. Voi provatelo, non ve ne pentirete ;)


Tagliare il formaggio a fette sottili e metterlo sulla prima fetta di pane; tritare a coltello il cioccolato fondente e spargerlo sul formaggio, poi aggiungere le fragole, lavate e tagliate. Chiudere con la seconda fetta di pane e passare in padella, fino a che il toast non sarà ben dorato e il cioccolato e il formaggio sciolti.

mercoledì 22 aprile 2015

Cosa fare con una cassetta di limoni_Marmellata

Limoni, quarta ed ultima parte.

Come promesso, eccoci all'ultima puntata sul come usare una cassetta di limoni regalata dal contadino che non sapeva più dove metterli.
Con gli ultimi 2 kg ci abbiamo fatto la marmellata; e con un certo stupore abbiamo scoperto 2 kg di limoni producono tre barattolini scarsi di marmellata. Niente praticamente. Però l'abbiamo fatta con le nostre manine, quindi la fatica per farla è stata ampiamente ripagata.
Sì, perché per fare questa ricetta c'è da prendersi un pomeriggio; bisogna prima pelare i limoni senza, ovviamente, portare via anche la parte bianca. Poi tagliare le bucce a striscioline sottilissime e farle bollire per tre volte in modo che perdano l'amaro. Poi pelare a vivo i limoni, cuocerli con lo zucchero, passarli al passaverdure, cuocerli di nuovo ed infine invasare il composto. Capite bene che ci vuole il suo bel tempo; la parte più rognosa è sicuramente quella del pelare i limoni e tagliare la buccia sottile. Però volte poi mettere la sensazione di sentire tutte queste striscioline candite quando si mangia la marmellata?
Noi, come sapete non ci piacciono le cose troppo dolci, abbiamo usato poco zucchero. Rispetto ad una marmellata normale il sapore è decisamente asprigno...al primo assaggio fa storcere un pochino la lingua, ma è solo il primo impatto; poi ci si abitua, l'aspro sparisce e si sente tutto l'aroma del limone. Se proprio non pensate di farcela e volete una marmellata più dolce aumentate la dose di zucchero fino ad un chilo, non ve lo vietiamo :)

Marmellata di Limoni
limoni bio | qb
zucchero | qb

Pelare i limoni, evitando la parte bianca, e tagliare a striscioline sottili le bucce. Metterle in un pentolino e coprirle a filo con acqua fredda, portare a bollore, scolarle, cambiare l'acqua e ripetere altre due volte; all'ultimo passaggio aggiungere un cucchiaio di zucchero e lasciare a riposare nell'acqua.
Nel frattempo pelare a vivo i limoni, per eliminando tutta la parte bianca, tagliarli a pezzi, pesarli e metterli in una pentola capiente con metà del loro peso in zucchero. Far cuocere per 30 minuti, mescolando spesso.
Passare il tutto al passaverdura, rimettere sul fuoco aggiungendo le scorze del limone fatte sbollentare e lasciare cuocere per altri 20 minuti.
Versare la marmellata in vasetti sterilizzati, chiuderli bene e farli bollire per 20 minuti; farli raffreddare nell'acqua di bollitura, poi riporli al riparo dalla luce per un paio di settimane, prima di consumare.

Il consiglio di Joe Toastino
Se vi piace potete aggiungere una foglia di menta in ogno vasetto, prima di versare la marmellata; acquisterà un gradevole aroma di fresco.

lunedì 20 aprile 2015

Cosa fare con una cassetta di limoni_Limoni Confit

Limoni, parte terza.

Eccoci ancora qua a proporvi una ricetta a base di limoni. D'altronde ne avevamo una cassetta piena da far fuori, quindi aspettatevi altri post su questo tema (ok, uno in verità, poi basta, promesso).
Dunque, dopo lemon curd e limoncello oggi tocca ai limoni confit. Che sono la prima cosa che ci è venuta in mente di preparare quando è arrivata la famosa cassetta di limoni; abbiamo però aspettato perché avevamo bisogno del succo dei limoni; succo che viene da quelli finiti nel limoncello, dove avevamo usato solo le bucce. Come vedete, non si butta via nulla :) 
Questi limoni sono uno degli ingredienti principali della tajine, piatto che purtroppo non abbiamo mai assaggiato; o meglio, non abbiamo mai assaggiato nel suo paese di origine, il Marocco. Dovremmo porvi rimedio, prima o poi :)
In realtà non la abbiamo nemmeno mai cucinata, quindi ora con questi limoni non abbiamo più scuse. Ovviamente poteti usarli per qualsiasi ricetta, dal pesce, alla carne, ad un'insalata di cous cous...insomma, dove di solito si usano i limoni normali, si possono usare tranquillamente quelli confit. Servono però un paio di accorgimenti; vanno puliti molto bene dal sale, quindi sciacquati abbondantemente sotto l'acqua. Poi bisogna eliminare tutta la polpa residua e utilizzare solamente la buccia; non preoccupatevi della parte bianca...avrà perso tutto l'amaro, quindi non disturba assolutamente. Il sapore è molto intenso, vanno usati con parsimonia, altrimenti rischiano di coprire completamente tutti gli altri ingredienti; al palato sono piacevolmente aspri, con una nota dolciastra e un pizzico, ma proprio poco, di amaro.

Limoni Confit
limoni bio | qb
succo di limone | qb
sale grosso | qb
pepe in grani | qb
alloro | qb

Incidere i limoni, con un taglio a croce, procedendo per tutta la lunghezza del frutto. Non tagliarli fino in fondo, ma lasciare l'ultima parte intera, in modo da ottenere quattro spicchi uniti; riempire i limoni così tagliati con il sale grosso, poi metterli in un vaso capiente, alternando strati di limoni e sale, miscelato assieme ai grani di pepe e l'alloro. Fare in modo che il sale riempia tutti gli spazi vuoti, finire con l'ultimo strato di sale, schiacchiare bene, poi chiudere il barattolo e lasciarlo riposare per una settimana.
Dopo una settimana eliminare tutto il liquido che si sarà prodotto e riempire a filo con il succo di limone e dell'altro sale, nel caso in cui i frutti non ne siano coperti. Chiedere il barattolo e lasciarlo riposare per almeno un mese, prima di consumare i limoni.

Il consiglio di Joe Toastino
Se volete un sapore più delicato, sostituite il succo di limone con dell'olio evo; i limoni saranno leggermente meno asprigni e potrete anche utilizzare l'olio nelle vostre ricette.

giovedì 16 aprile 2015

Cosa fare con una cassetta di limoni_Limoncello

Limoni, parte seconda.

Otto chili di limoni sono decisamente difficili da smaltire. Dopo il lemon curd dell'altra volta, oggi vi proponiamo il limoncello, con ricetta segreta di un amico di famiglia; che dopo il post di oggi non sarà più segreta :D
Non sapevamo in realtà se farlo o meno perché, siamo molto sinceri, non ci fa impazzire. Nel senso...il più delle volte che lo abbiamo provato ci lasciava in bocca il sapore del detersivo dei piatti. Ok, molto probabilmente abbiamo avuto sempre sfortuna e ci sono dei limoncelli buonissimissimi, ma a noi, purtroppo, non sono quasi mai capitati.
Alla fine ci siamo quindi convinti e ci siamo messi all'opera; se fosse uscita una cosa buona per lavare le stoviglie avremmo chiuso definitivamente il capitolo limoncello. Ecco.
E invece no. Sa di limone, di un buon limone, nessun retrogusto di chimico o saponoso. Il che ci fa venire seri dubbi su quelli che abbiamo assaggiato nel tempo.
Comunque, il procedimento è veramente banale, bisogna mettersi d'impegno a pelare i limoni e poi aspettare un po' di giorni in modo che l'alcool e l'acqua catturino tutti gli oli essenziali dei limoni. Sì, c'è dentro anche l'acqua, forse anche per questo ha un sapore leggero leggero, perfetto come digestivo dopo pasto. Ma si tratta sempre di un alcolico, non esagerate, eh ;)

Limoncello
dosi | 2 litri circa
limoni bio | 8
acqua | 1 litro
alcool 95° | 1 litro gr
zucchero | 600 gr

Ricavare le bucce dai limoni, facendo attenzione a non prendere anche la parte bianca; metterle a macerare in un barattolo, con 200 ml di acqua e 500 ml di alcool. Chiudere bene, e lasciare a macerare al buio per 15 giorni, rimescolando ogni giorno.
Filtrare il tutto e passare le bucche in uno schiacciapatate, in modo da estarre più liquido possibile; aggiungere l'alcool rimanente e uno sciroppo fatto facendo bollire 800 ml di acqua con lo zucchero e poi fatto raffreddare. Filtrare nuovamente il liquido, imbottigliarlo e lasciarlo riposare al buoi almeno 15 giorni prima di consumarlo.

Il consiglio di Joe Toastino
Se vi piacciono i sapori più dolci aumentate la dose di zucchero fino ad 1 kg, il procedimento rimarrà lo stesso. Ovviamente va servito ben freddo, fategli passare qualche ora in freezer prima di berlo ;)

martedì 14 aprile 2015

Cosa fare con una cassetta di limoni_Lemon Curd

Limoni.

Tanti limoni.
Tantissimi limoni.
Otto kg di limoni.
Qualche settimana fa abbiamo passato un paio di giorni in Liguria, dove un contadino ce ne ha regalati una cassetta, presi direttamente dai suoi alberi. A pensarci bene forse voleva liberarsi di un po' di limoni; nei dintorni ce n'erano piante a non finire, tutte cariche di frutti; in ogni caso, noi eravamo contentissimi :)
Una volta arrivati a casa però ci siamo accorti che erano veramente tanti e che dovevamo in qualche modo usarli; una delle prime cose a cui abbiamo pensato è stato il lemon curd. Ci ha sempre incuriosito questa specie di crema pasticcera inglese; che poi non è propriamente una crema pasticcera, perché si può conservare, non molto, circa una settimana, ma decisamente più della crema normale.
Tutte le volte però siamo stati frenati nella praparazione per via dei limoni che devo essere, inutile dirlo, biologici, senza pesticidi&co. Bhe, questa volta avevamo dei limoni bio che più bio non si può, quindi via di lemon curd. La preparazione è veramente semplice, adatta anche a chi soffre di celiachia, perché non contiene nessun tipo di farina: c'è dentro del burro, cosa che ci lasciava leggermente perplessi, temevamo rendesse la crema troppo pesante. E invece no, il limone sgrassa decisamente il tutto, senza prevaricare; insomma, si sente che è una crema a base di uova.
Sì, ma che cosa ce ne si fa poi? Quello che si vuole...si può mangiarla a cucchiaiate direttamente dal barattolo, si può usarla per farcire un Pan di Spagna o dei bignè. Insomma, sbizzarritevi :)

Lemon Curd
dosi | un barattolo da 500 ml
limoni bio | 2
uova | 4
burro | 100 gr
zucchero | 150 gr

Far sciogliere a bagnomaria il burro assieme allo zucchero, il succo e la scorza dei limoni.
Sbattere 2 uova con 2 tuori, fino a che il composto non sarà gonfio, poi unirlo nella ciotola del bagnomaria, mescolando costantemente con la frusta, fino a che non si addenserà.
Togliere dal fuoco, lasciare raffreddare, poi trasferire in un barattolo sterilizzato; si conserva in frigorifero per una settimana.

Il consiglio di Joe Toastino
Se la usate per farcire una torta, aggiungeteci anche della panna montata sul momento, sarà ancora più golosa!

venerdì 10 aprile 2015

Un paio di modifiche

Rivisitazione.

Oramai lo sapete che ogni tanto ci prende la voglia di rivisitare delle ricette classiche. Questa volta, però, la rivisitazione è stata dettata dalla necessità di far fuori un panetto di marzapane, che era in dispensa oramai da Natale; era giunto il momento di utilizzarlo.
Avevamo, tra l'altro, ancora delle pere, dure come il marmo, che no, non volevano saperne di maturare (ricordate la zuppa?). Quindi era giunto il momento di mettere tutto assieme e tirarne fuori un qualcosa di buono; ovviamente di dolce, il marzapane per i piatti salati non lo usiamo, non siamo ancora ai quei livelli ;)
L'idea nasce dalla Tarte Bourdaloue, un dolce francese con crema a base di mandorle e pere sciroppate; le pere le avevamo, il marzapane ha dentro le mandorle, quindi via di rielaborazione. Che in realtà non è stata così difficile...nel senso che ci abbiamo provato. E ci è andata bene :D
Confrontando un po' di ricette trovate per il web avevamo capito che la parte principale di questa torta è la crema: noi non abbiamo fatto altro che sostituire le mandorle e lo zucchero con il marzapane. Le pere poi vengono cotte in uno sciroppo di acqua e zucchero; siamo intervenuti anche su quello, provando invece a farle cuocere nell'acqua aromatizzata con della buccia di limone. Aggiungere lo zucchero nella cottura delle pere non ci sembrava necessario, anche se parlavamo comunque di pere della stessa consistenza dei sassi...e infatti ci hanno messo il bel loro tempo a cuocersi a dovere. Abbiamo come la sensazione che se non le avessimo utilizzate per questa ricetta ce le saremmo ritrovate in giro ancora il prossimo Natale, sempre lì, dure come delle pietre.
Comunque, la crostata è riuscita decisamente bene, non troppo dolce, come piace a noi. Il marzapane, nella crema, si sente bene, ma non sovrasta sul resto e le pere, profumate di limone, ci stanno benissimo.
L'acqua di cottura delle pere può essere aromatizzata a piacere; noi abbiamo scelto il limone giusto perché cannella ed altre spezie le lasciamo per i periodi più freddi...d'altronde non è iniziata la primavera? ;)

Crostata Marzapane e Pere
dosi | 6 persone
farina 00 | 400 gr
burro | 250 gr
uova | 5
zucchero di canna | 125 gr
marzapane | 150 gr
pere | 4 medie
rum | 1 cucchiaio
limone | uno
sale | un pizzico

Mescolare 350 gr di farina con lo zucchero e il sale. Aggiungere 125 gr di burro freddo tagliato a cubetti e lavorare fino a formare delle grosse briciole; unire 2 uova intere più un tuorlo e lavorare velocemente fino ad avere un impasto omogeneo. Avvolgere nella pellicola da cucina e lasciare riposare in frigorifero per almeno un pao d'ore, meglio tutta la notte.
In una pentola capiente portare a bollore un litro d'acqua con la buccia del limone, e lasciare sobbollire per 10 minuti; aggiungere poi le pere sbucciate e lasciare cuocere fino a che non sono tenere. Spegnere il fuoco e tenere da parte.
Per la crema lavorare i restanti 125 gr di burro (lasciarlo prima a temperatura ambiente), fino a che non ha una consistenza spumosa; aggiungere il marzapane tritato a coltello, la farina e le uova rimanenti ed infine il rum. Continuare a lavorare con la frusta elettrica fino a che il marzapane non si sarà inglobato nella crema; tenerla poi in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
Stendere la pasta in uno spessore di circa 3mm e foderare uno stampo da crostata da 24 cm di diametro; mettere sul fondo la crema al marzapane e sopra le pere tagliate a metà, a ventaglio. Cuocere in forno caldo a 180° per 25 minuti, o fino a che la crema non è dorata; lasciare raffreddare completamente prim di servire,

Il consiglio di Joe Toastino
Se voltete una verzione ancora più golosa, arricchite la crema con 50 gr circa di cioccolato fondente tritato; si sposerà benissimo con il marzapane e le pere.

I Toast di Joe Toastino_Ricotta, Lamponi e Miele

Colazione.

Questa volta abbiamo pensato a un toast veloce (non che gli altri che vi abbiamo proposto non lo fossero...ma questo è ancora più veloce) da fare la mattina a colazione, o al brunch nel weekend, come preferite :)
Anche questa volta si tratta di una combo di formaggio e frutta, in versione dolce; quindi ricotta e lamponi, con un filo di miele, per dolcificare un pochino il tutto. Il pane è con uvette e miele, lo stesso della ricetta dello scorso post.
Abbiamo scritto colazione perché, almeno per quanto ci riguarda, è quella parte delle giornata in cui siamo più affamati. E intontiti.
Quindi dobbiamo avere sotto le mani qualcosa di già pronto o da preparare in un attimo...e questo toast ne è l'esempio. Nel tempo in cui si tosta il pane si preparano ricotta e lamponi; basta poi mettere tutto assieme e buona colazione :)



Lavorare con una forchetta della ricotta, fino a che non avrà assunto una consistenza cremosa; sciacquare una manciata di lamponi e lasciarli ad asciugare su della carta assorbente.
Nel frattempo far tostare una fetta di pancarrè, su entrambi i lati, in una padella antiaderente; spalmarci poi sopra la ricotta, aggiungere i lamponi e far cadere a filo del miele. Servire subito, prima che la ricotta inizi a sciogliersi.

mercoledì 8 aprile 2015

Minestra di Primavera

Bentornata primavera.

Finalmente ci siamo lasciati alle spalle l'inverno, le giornate si allungano, l'aria si scalda, le piante fioriscono e noi andiamo al mercato.
Sì perché niente ci dà più soddisfazione che girare per i mercati in questo periodo, quando sui banchi iniziano a vedersi i primi frutti della primavera. Dal nostro ultimo giro siamo tornati con piselli, fave, cipollotti e carciofi; gli ingredienti per fare la vignarola, insomma (ok, non tutti, mancherebbe la lattuga, diciamo gli ingredienti per farla a modo nostro).
Quando é il periodo la prepariamo un giorno sì e l'altro pure, tanto ci piace; questa volta però abbiamo fatto un piccolo esperimento.
Prima di arrivare all'esperimento però, una piccola parentesi. Il weekend del 28 e 29 marzo, al Castello Sforzesco di Milano si é tenuta la manifestazione Exploring Bandiere Arancioni, viaggio nei Borghi d'Italia. Organizzata dal Touring Club Italiano, è stata l'occasione per far scoprire luoghi e prodotti artigianali d'eccellenza, spesso sconosciuti al grande pubblico.
Da 16 anni il TCI seleziona e certifica con le bandiere arancioni i borghi dell'entroterra italiano che godono di patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, che offrono al visitatore un'accoglienza di qualità. Siamo stati invitati a visitare la manifestazione, e non c'è lo siamo fatti ripetere due volte; abbiamo avuto l'opportunità di conoscere piccoli realtà con prodotti di altissima qualità.
E qui arriviamo all'esperimento. Abbiamo utilizzato dei maltagliati all'uovo del pastificio La Pasta di Camerino, per fare una minestra alla vignarola; o una minestra di primavera, per non urtare i puristi del piatto originale :)
Praticamente si tratta di preparare la vignarola e portarla a cottura, aggiungendo gli ultimi 5 minuti la pasta, in modo che si cuocia assieme alle verdure. Da grandi fan del piatto originale possiamo dirvi che questa minestra é meravigliosamente buona, anzi, la pasta la trasforma in un ottimo piatto unico; provatela ora che é stagione di fave e piselli, mi raccomando!

Minestra alla Vignarola
dosi | 4 persone
pasta corta | 200 gr
carciofi | 3
fave sgranate | 300 gr
piselli sgranati | 300 gr
cipollotti | 2
pancetta dolce | 100 gr
brodo vegetale | 1 lt
maggiorana | 2 rametti
olio evo | 2 cucchiai
sale&pepe | qb

Pulire i carciofi dalle foglie più dure, eliminare il fieno interno, tagliarli a spicchi e metterli a bagno in acqua acidulata. Sbollentare le fave per 3 minuti, poi eliminare la pellicina che le ricopre; sbollentare anche i piselli, per due minuti, e tenere tutto da parte.
In una pentola capiente scaldare l'olio, aggiungere la pancetta e i cipollotti tritati e far soffriggere a fuoco dolce; mettere poi i carciofi e lasciare cuocere per 10 minuti circa, fino a che non inizieranno a intenerirsi, aggiungendo un paio di mestoli di brodo per aiutare la cottura.
Aggiungere poi le fave, i piselli e continuare a cuocere per altri 5 minuti, aggiungendo mano a mano del brodo; unire poi la pasta e portarla a cottura, unendo altro brodo se si asciugasse troppo.
Regolare di sale e pepe e servire aggiungendo all'ultimo le foglioline della maggiorana.

Il consiglio di Joe Toastino
Aggiungete qualche foglia di lattuga tagliata a listarelle giusto un minuto prima di portare a cottura la pasta; avrete così rispettato la ricetta originale della vignarola, che la comprende tra i suoi ingredienti :)
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