martedì 22 dicembre 2015

Regalo in barattolo

Oggi ricetta regalo.

Nel senso che la potete preparare, imbarattolare, infiocchettare e regalare; si tratta di una crema di cioccolato e marshmallow, da spalmare su una fetta di pane. O mangiare a cucchiaiate, come preferite :D
È veramente semplice da preparare, si potrebbe pensare anche di mettere su una mini catena di montaggio per confezionare tanti bei barattoli da regalare a parenti ed amici...d'altronde, a chi non piace il cioccolato? Come se non bastasse il cioccolato, questa crema è resa ancora più golosa dai marshmallow.
Apriamo una parentesi.
I marshmallow li abbiamo sempre guardati un poco dubbiosi, non per altro...a parte mangiarli così come sono, non ne vedevamo granchè di utilizzo. Non siamo nemmeno fan dei campeggi, quindi non ci sarebbe nemmeno l'occasione di abbrustolirli sul fuoco. Se siamo in vena ne mettiamo un paio nella tazza di cioccolata, giusto per dargli quella nota dolce in più, ma il loro utilizzo finisce qua.
Questa crema è un esempio di come possono essere utilizzati come ingredienti nella realizzazione di una ricetta. E ve lo diciamo, con la loro dolcezza, che contrasta il leggero amarognolo del cioccolato, sono perfetti.
Chiusa parentesi.
Non vi resta che provare a fare questa crema e regalarla, vi assicuriamo che chi la riceverà non smetterà più di ringraziarvi ;)

Crema Variegata Cioccolato e Marshmallow
dosi | due barattoli da 250 gr circa
cioccolato fondente | 200 gr
panna | 250 gr
burro morbido | 110 gr
marshmallow | 150 gr
sale | un pizzico

Portare a bollore 200 ml di panna con il pizzico di sale; versarla poi in una ciotola sopra al cioccolato tritato e 60 gr di burro. Aspettare un paio di minuti e mescolare, fino ad ottenere una crema liscia. Lasciare riposare al fresco per 15 minuti.
Mettere la panna e il burro rimanenti in un pentolino assieme ai marshmallow e far scaldare a fuoco medio, mescolando con una spatola. Quando il composto sarà liscio lasciare riposare al fresco per 10 minuti.
Quando le due creme saranno fredde, ma ancora leggermente liquide versarle a strati nei vasetti sterilizzati; una volta riempiti girare le creme aiutandosi con il manico di un cucchiaino, in modo da creare la variegatura.
Si conserva in frigorifero per due settimane.

Il consiglio di Joe Toastino
Prima di consumare questa crema è meglio lasciarla una decina di minuti a temperatura ambiente, in modo che possa ammorbidirsi un poco.

venerdì 18 dicembre 2015

I Toast di Joe Toastino_Salmone, Mele e Noci

Toast natalizio.

Non a caso, l'altro giorno vi abbiamo lasciato la ricetta del pan brioche ;)
Vi avevamo scritto che noi il pan brioche lo usiamo anche per i piatti salati. Anzi, forse ci piace decisamente di più con il salato. Il toast di oggi potrebbe andare benissimo come antipasto di apertura del pranzo di Natale (o quello della vigilia) al posto delle solite tartine.
Il salmone non manca mai sulle tavole di Natale e noi non siamo da meno; potete anche prepararlo da voi, con la ricetta postata qualche tempo fa e che trovate qua.
Dicevamo, il pan brioche, con il suo sapore burroso sta benissimo con il salmone, ci vuole giusto qualcosa per dare un poco di freschezza al tutto; ecco il perché della mela verde, leggermente acida e asprigna, che con il salmone va a nozze.
E le noci? Bhe chi non ha sotto mano in questo periodo della frutta secca? Noi abbiamo usato le noci, ma potete benissimo usare anche delle nocciole, non ve lo vieta nessuno ;)
Questo toast non serve neppure imburrarlo per ottenere la crosticina dorata e croccante, basta il burro nell'impasto a crearla quando lo si mette in padella. Pane abbrustolito e caldo, ripieno fresco e saporito...che aspettate a provarlo? :)



Lavare bene la mela verde e tagliarle a fette molto sottili.
Prendere una fetta di pan brioche e disporre le fette di mela, poi il salmone, le noci sbriciolate grossolanamente, ancora le fette di mela e chiudere con una seconda fetta di pane. Mettere il toast in una padella antiaderente a fuoco basso, fino a che entrambi i lati non sono ben dorati.

mercoledì 16 dicembre 2015

Pan brioche facilissimo

Lo ammettiamo.

Non andiamo molto d'accordo con i lievitati. Eppure facciamo il pane per la rubrica dei toast. Un controsenso, starete pensando. In realtà , se ci fate caso, le ricette per il pane che vi abbiamo proposto non prevedono poi grandi lavorazioni; fondamentalmente si impastano velocemente gli ingredienti e poi si lascia al tempo il lavoro maggiore, quello della lievitazione.
Avevamo però un piccolo cruccio, non riuscivamo a trovare una ricetta per un pan brioche veloce veloce da preparare, una di quelle ricette che non prevedano di perdere intere giornate dietro a lievitazioni, rinfreschi, lievitazioni, rinfreschi, lievitazioni. Insomma, avete capito :)
Poi ci è capitato tra le mani un libro di pasticceria francese che tra le varie ricette riportava quella del pan brioche. In realtà la abbiamo letta senza troppe aspettative, ci aspettavamo anche in questo caso una ricetta lunga e laboriosa...e invece no. Miracolo.
Come premessa alla ricetta c'era scritto di dover usare tassativamente un'impastatrice o uno sbattitore elettrico munito di ganci per impastare; abbiamo capito il perché una volta che ci siamo messi all'opera anche noi. Senza una macchina che lavori l'impasto al posto nostro si rischia di rimanere incollati alla ciotola. Non stiamo scherzando, per davvero. Se poi non c'è nessuno in casa che possa darvi una mano rischiate seriamente di rimanerci cementati dentro :D
Allora, perché mai, ci si dovrebbe imbarcare in una ricetta del genere? Bhe perché, superato lo scoglio dell'impasto, viene fuori un pan brioche buonissimo. Se leggete gli ingredienti vi accorgerete infatti che è carico di uova e burro...della serie che si scioglie letteralmente in bocca.
Dicevamo, il difficile è l'impasto, poi è tutta discesa. Si lascia infatti poi tutto al fresco a riposare, il tempo necessario per fare in modo che si solidifichi abbastanza da poterlo maneggiare senza rischi; lo si mette nello stampo, lo si lascia lievitare, una giro in forno ed il gioco è fatto. Facile no? :)
Anzi, visto che siamo in tema di Natale, potete produrre tanti piccoli pan brioche da usare come mono porzione durante le cene natalizie...noi nella foto ve lo proponiamo in versione colazione con un velo di marmellata, ma sta benissimo anche con il salato, magari con qualche buona fetta di prosciutto stagionato o di patè. Insomma, ora non avete più scuse per non provare a cimentarvi anche voi ;)

Pan Brioche
dosi | uno stampo da 25x15x10 cm circa
farina 00 | 400 gr
zucchero |40 gr
uova | 5
burro | 200 gr
lievito fresco | 20 gr
sale | 10 gr

Sciogliere il lievito in un paio di cucchiai di acqua tiepida e metterlo in una ciotola capiente. Aggiungere poi la farina, il sale, lo zucchero e le uova sbattute velocemente con una frusta (tenetene da parte un paio di cucchiai).
Sia che usiate l'impastatrice che lo sbattitore con i ganci per impastare, lavorate fino a che la pasta inizierà a staccarsi dai bordi della ciotola; sarà molto collosa, non toccatela con le mani e non aggiungete altra farina. A questo punto aggiungere poco alla volta il burro freddo tagliato a cubetti, lavorando sempre con l'impastatrice o lo sbattitore. Coprire la ciotola con della pellicola trasparente e lasciare riposare in frigorifero per circa 3 ore.
Riprendere l'impasto e rovesciarlo sul piano di lavoro infarinato. Dopo il riposo in frigorifero si potrà lavorarlo con le mani; dargli velocemente una forma di piccola pagnotta e trasferirla nello stampo imburrato ed infarinato; lasciare lievitare al tiepido per un paio d'ore o fino a quando non avrà raggiunto il bordo dello stampo.
Spennellare la superficie con l'uovo sbattuto tenuto da parte e cuocere a 200° per 30 minuti, fino a doratura. Lasciare riposare per 10 minuti prima di sformare e poi far raffreddare completamente su una griglia.

Il consiglio di Joe Toastino
Per arricchire ancora di più il sapore del pan brioche potete unire all'impasto i semini di una bacca di vaniglia o la scorza grattuggiata di un'arancia.

lunedì 14 dicembre 2015

Biscotti Parmigiano e Rosmarino. Dolci.

Biscotti.

Natale per noi vuol dire, anche biscotti.
Ne facciamo una valangata, che poi mettiamo nei sacchettini trasparenti, un nastrino colorato per chiudere, ed ecco che il regalo home made è pronto.
Ogni anno prepariamo circa 8 varietà di biscotti diversi; qualcuna rimane sempre la stessa, come nostro cavallo di battaglia, tipo i Baci di Dama. Per le altre, durante l'anno raccogliamo ricette che troviamo in giro, che ci sembrano particolari, poi, arrivato il momento di accendere il forno, le sperimentiamo. E se passano la prova assaggio finiscono nel famoso sacchetto :)
I biscotti che vi proponiamo oggi sono molto particolari; appena vista la ricetta pensavamo si trattasse di qualcosa di salato, ma visto poi, tra gli ingredienti, lo zucchero, ci siamo fermati a leggere meglio. Sono dei biscotti al rosmarino, parmigiano e frutti rossi. Sì, biscotti dolci. Ma con formaggio e rosmarino. Potevamo noi non provare a farli? Ovvio che no :D
Avevamo anche in dispensa un bel barattolo pieno di frutti rossi secchi misti, che aspettavano di essere utilizzati in qualche modo, quindi non c'erano scuse.
La ricetta originale prevedeva che il rosmarino dovesse essere tritato assieme allo zucchero; noi lo abbiamo messo in infusione nel burro, in modo che non fosse così presente come sapore, ma solo come retrogusto.
Sono dei biscotti al burro fondamentalmente, di quelli che lasciano la patina di unto sulle dita dopo averne preso in mano uno, quindi l'aggiunta del parmigiano ci sembrava un poco forzata, come quella del rosmarino. Invece ci sbagliavamo; il parmigiano lascia quel leggero sapore salato che smorza il dolce e il rosmarino...il rosmarino ci sta bene e basta :D
I frutti rossi, sono poi perfetti; ad ogni morso si sente sotto ai denti quel qualcosa di acidino che nel biscotto va che è una meraviglia. Noi li inseriremo sicuramente nei nostri sacchetti regalo...scommettiamo che anche voi poi li condividerete con parenti e amici ;)

Biscotti Frutti Rossi, Parmigiano e Rosmarino
dosi | 24 biscotti circa
burro | 110 gr
zucchero | 90 gr
farina | 130 gr
parmigiano | 30 gr
olio evo | 10 gr
frutti rossi secchi misti | 50 gr
rosmarino | un rametto

In un pentolino far fondere a fuoco dolce il burro con il rosmarino, spegnere la fiamma e lasciare riposare per 10 minuti. Eliminare il rosmarino, versare il burro in una ciotola e riporlo in frigorifero fino a che non si sarà solidificato.
Riprendere la ciotola, aggiungere lo zucchero, l'olio e montare con le fruste elettriche, ottenendo un composto spumoso; aggiungere la farina, il parmigiano, i frutti rossi ed impastare velocemente.
Con l'impasto formare un cilindro di circa 4 cm di diametro, avvolgerlo stretto nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigorifero fino a che non sarà solido. Tagliarlo poi a fette di circa un cm di spessore, disporle ben distanziate su teglie foderate di carta da forno e cuocere a 190° per 10/12 minuti, fino a quando i bordi inizieranno ad essere dorati. Lasciare riposare per 10 minuti fuori dal forno, poi conservarli per massimo una settimana in una scatola di latta ben chiusa.

Il consiglio di Joe Toastino
Potete dare a quesi biscotti un'ulteriore nota di fresco, oltre a quella data dai frutti rossi, aggiungendo all'impasto la scorza di un limone grattuggiata.

giovedì 10 dicembre 2015

Bûche de Noël alla nostra maniera

Ok iniziamo.

Da oggi e fino a Natale (ok, magari fino alla Befana), vi proporremo delle ricette che potrete condividere con i vostri amici durante le innumerevoli cene che in questo periodo impegnano un giorno sì e l'altro pure, le agendine. Ricette che vanno bene anche da usare come regali di Natale...in fondo, se è fatto con le nostre mani è ancora più gradito, no? ;)
Apriamo con un dolce che non manca mai sulle tavole natalizie francesi, è una sorta di porta fortuna, come per noi il cotechino e lenticchie all'ultimo dell'anno: il Bûche de Noël. 
Una pasta biscotto spalmata con crema di castagne e panna, arrotolata poi su se stessa, ricoperta di ganache al cioccolato e decorata come un tronco, con bacche e foglie di pungitopo.
Una cosa un pochino laboriosa per quanto riguarda la decorazione; e anche per la preparazione, non tanto per la pasta biscotto, quanto per il passaggio dell'arrotolarla con dentro la crema; noi lo abbiamo già provato a fare qualche volta e puntualmente la crema scappava dai lati finendo sul piano di lavoro, sul pavimento, sulle mani, vestiti, faccia, capelli. Un manicomio, insomma.
Questa volta abbiamo cambiato un poco le carte in tavola e fatto qualche variante. Lo abbiamo assemblato dentro ad uno stampo rettangolare...e la crema è rimasta bellina al suo posto. Non più un rotolo ma un lingotto :D
Gli ingredienti sono stati tutti rispettati, anche la ganache, che però è finita all'interno del dolce; per la decorazione abbiamo pensato di ricoprirlo con tante piccole meringhe, preparate con la ricetta che abbiamo pubblicato qualche tempo fa e che potete trovare qua. Diciamo che è un Bûche de Noël alla Joe Toastino, differente nella forma dall'originale, ma molto simile nella sostanza. Le meringhe sono una piccola variazione, ma ci stanno veramente bene; non si dovrebbe fare, ma ci facciamo i complimenti da soli :)

Bûche de Noël
dosi | 6 persone
uova | 4
albumi | 3
zucchero | 175 gr più quello per la meringa
farina | 70 gr
cacao amaro | 25 gr
panna | 300 gr
cioccolato fondente | 100 gr
castagne cotte | 200 gr
zucchero a velo | 15 gr
rum | 15 ml
caffè in polvere | un cucchiaino
cioccolato fondente | 75 gr
zucchero a velo | 50 gr
acqua | 50 gr
marron glacè | qb

Lavorare le uova con 125 gr di zucchero, fino a che non saranno gonfie; setacciare, poco alla volta, farina e cacao e incorporarli delicatamente alle uova. Versare il composto su una teglia rettangolare coperta con carta da forno e cuocere a 180° per 10/12 min; sfornare e lasciare raffreddare completamente.
In un pentolino mescolare assieme l'acqua, 50 gr di zucchero e il caffè, portare a bollore, togliere dal fuoco, far riposare per 10 minuti, poi filtrare.
Mettere il cioccolato tritato in una ciotola e versarci sopra 100 gr di panna portata a bollore; mescolare fino ad ottenere un composto fluido poi lasciare riposare la ganache a temperatura ambiente.
Passare le castagne cotte con lo schiacciapatate o con un passaverdura e mescolarle con la rimanente panna montata, il rum e lo zucchero a velo.
Foderare uno stampo rettangolare da circa 22x10x7 con della pellicola trasparente e rivestirlo sul fondo e sui lati con la torta tagliata a misura, poi spennellare con lo sciroppo al caffè. Versare metà della ganache sul fondo, poi metà della crema di castagne e qualche marron glacè; mettere un pezzo di torta nel mezzo, spennellarlo con lo sciroppo, poi di nuovo la ganache, la crema di castagne e i marron glacè. Chiudere il dolce con un altro pezzo di torta, spennellarlo con lo sciroppo, coprire con la pellicola trasparente e lasciare in frigorifero per una notte.
Riprendere il dolce, metterlo su un piatto da portata e ricoprirlo con delle piccole meringhe, preparate usando i tre albumi e seguendo il procedimento che trovate qua. Per attaccarle al dolce potete usare della crema di castagne;  se non vi è avanzata utilizzate della marmellata di albicocche, prima passata attraverso un setaccio.
Lasciare il dolce a temperatura ambiente per 15 minuti, poi servirlo, se vi piace, spolverizzato con poco cacao.

Il consiglio di Joe Toastino
Al posto delle castagne potete utilizzare una crema di marroni già pronta; in questo caso usatene 150 gr, eliminando lo zucchero a velo.

venerdì 4 dicembre 2015

La lontanissima cugina della Sacher

Ogni anno abbiamo un appuntamento.

Rimaniamo affascinati da tutti le preparazioni, dolci e salate con cui i concorrenti si cimentano. Per non parlare poi della meravigliosa parlata british di una delle giudici, una dolce vecchina che pare uscita direttamente da qualche sperduta campagna dell'Hampshire.
In questa edizione, tra tutti i dolci preparati, uno ci ha colpito per il metodo di preparazione; si tratta di una torta a strati, cotta in forno, ma sotto al grill. Bisogna preparare una pastella e poi versarla nella tortiera, cuocendo strato per strato...quindi capirete che è più una questione di pazienza e di attenzione al non farla bruciare. Perchè, non sappiamo voi, noi con il grill non andiamo molto d'accordo; un momento va tutto bene, ti distrai un secondo ed è tutto carbonizzato. Maledetto.
Una volta cotta poi la si ricopre di marmellata di albicocche e di una glassa al cioccolato. 
Alt. 
Questa cosa ci ricordava vagamente la Sacher, ma questa torta, il cui nome è Schichttorte, è tedesca. Diciamo che è una cugina molto alla lontana del più famoso dolce austriaco. Anche perché di cacao nell'impasto non ce n'è e la marmellata è fuori la torta e non dentro :D
Noi abbiamo provato a farla e capito perché da qualche parte è soprannominata torta di crepes; nell'impasto ci vanno un sacco di uova e in effetti, una volta cotta, sembra proprio una pigna di crepes.
Abbiamo seguito passo passo la ricetta proposta nella trasmissione, ma ci è venuto un dubbio una volta cotta la torta...non è prevista nessun tipo di bagna per inumidire la torta, solo, sull'esterno, marmellata e glassa al cioccolato. Si è quindi resa necessaria una modifica, perché avevamo la sensazione che senza bagnarla in qualche modo non sarebbe stata molto facile da mandare giù, a meno di bere litri e litri di tè. Abbiamo fatto perciò una piccola variazione e preparato uno sciroppo leggermente alcolico per bagnare il dolce una volta uscito dal forno.
A parte questa piccola aggiunta, il procedimento poi è stato seguito alla lettera e vi possiamo dire che, nonostante possa sembrare complicato, il procedimento di preparazione è veramente semplice, bisogna solo stare al grill, il resto è tutta discesa :)
La torta che ne viene fuori è prima di tutto scenografica, cosa che ci piace sempre, ma anche molto particolare; è decisamente spugnosa e fortunatamente l'abbiamo inzuppata con lo sciroppo, perché altrimenti, come avevamo previsto, non sarebbe andata giù facilmente. Forse quella preparato con la ricetta originale va accompagnata, appunto, con tazze giganti di tè. O forse in Germania le torte le mangiano così. Chissà :D

Schichttorte
dosi | 8 persone
uova | 10
burro | 150 gr
zucchero | 180 gr
limone | uno
vaniglia | una bacca
farina | 150 gr
amido di mais | 65 gr
marmellata di albicocche | 6 cucchiai
miele | 1 cucchiaio
rum | 6 cucchiai
cioccolato fondente | 75 gr
zucchero a velo | 50 gr
acqua | 50 gr

In un pentolino mescolare 30 gr di zucchero, 5 cucchiai di rum e l'acqua; portare a bollore, spegnere il fuoco e tenere da parte.
Separare i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli fino a che non sono gonfi.
In una ciotola montare 100 gr di burro morbido con 150 gr di zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso, aggiungere poco alla volta i tuorli montati, i semi di mezza bacca di vaniglia, la scorza grattugiata del limone e mescolare bene. Unire poi la farina e l'amido di mais setacciati, sempre poco alla volta e mescolando delicatamente con una spatola. Montare gli albumi ed amalgamarli delicatamente all'impasto.
Imburrare una teglia con il bordo apribile e foderare il fondo con della carta da forno; aiutandosi con un mestolo versare uno strato sottile di impasto e stenderlo uniformemente . Mettere la teglia in forno, a 10 centimetri circa dal grill, acceso al massimo; cuocere per 2 minuti circa, o fino a che lo strato non è dorato. Continuare con questo procedimento, fino all'esaurimento dell'impasto. Si dovrebbero ottenere circa 20 strati.
Lasciare riposare la torta per 5 minuti, poi sformarla, metterla su una griglia per dolci, bucherellarla con un lungo spiedino di legno e versarci lo sciroppo al rum; lasciare raffreddare completamente. Far sciogliere la marmellata in un pentolino, passarla in un setaccio e poi stenderla su tutta la superficie della torta.
In un altro pentolino far fondere il burro assieme al miele, un cucchiaio di rum e i semi dell'altra metà di bacca di vaniglia; portare a bollore, togliere dal fuoco, lasciare riposare per 5 minuti, poi unire il cioccolato fatto fondere precedentemente. Tenere da parte fino a che non avrà raggiunto una consistenza densa. Colare poi sulla torta, in modo da ricoprirla completamente.
Mescolare lo zucchero a velo con qualche goccio di succo di limone, fino ad ottenere una glassa densa; trasferirla in una sac à poche con un beccuccio liscio e sottile e disegnare sulla torta una spirale, partendo dal centro e finendo sul bordo esterno. Per decorarla, con uno stuzzicadenti, disegnare delle righe, come a dividere la torta in 8 fette.
Tenere la torta in frigorifero, lasciandola a temperatura ambiente per 20 minuti prima di mangiarla.

Il consiglio di Joe Toastino
Se non vi piace la marmellata di albicocche potete utilizzare della marmellata di fragole o di frutti di bosco, basta ricordarsi si passarla al setaccio, in modo che i semini non finiscano sulla torta.

mercoledì 2 dicembre 2015

Agrodolce di contorno

Agrodolce.

Come ormai saprete, è una di quelle cose che ci piace moltissimo.
Quindi non potevamo non proporvi questo contorno che abbiamo cucinato qualche giorno fa. Solitamente questa ricetta la prepariamo solamente con le cipolle, fatte cuocere a lungo e molto lentamente, in modo che tirino fuori tutti i loro zuccheri naturali, caramellandosi. Una volta pronte le serviamo direttamente come contorno oppure sbattiamo un paio di uova e ci facciamo una bella frittata...insomma, è una ricetta versatile :)
In questo caso, vista la nostra fissa per l'agrodolce, abbiamo inserito qualche prugna secca, che avevamo in dispensa; che sono uno di quegli ingredienti che utilizziamo praticamente solo per i piatti salati o mangiamo così, al naturale, come spezza fame. Non ci è mai capitato di provarle nei dolci, nella nostra testa è una di quelle cose che va con il salato; con il maiale, come ripieno nel tacchino, in composta ad accompagnare formaggi e via dicendo.
Ah, questa è una ricetta vegana...non ve ne eravate accorti, vero?
A dimostrazione che per preparare questo tipo di piatti non bisogna impazzire a cercare ingredienti particolari; il più delle volte abbiamo tutto a portata di mano e, soprattutto, li cuciniamo già da tempo, senza nemmeno accorgercene ;)

Padellata di Cipolle e Prugne
dosi | 4 persone
cipolle bianche | 6
prugne secche | 12 circa
vino bianco | 200 gr
rosmarino | un rametto
salvia | qualche foglia
olio evo | tre cucchiai
acqua | 300 gr
sale&pepe | qb

Mettere le prugne in acqua tiepida e tenerle da parte.
Scaldare l'olio in una padella antiaderente, unire il rosmarino, la salvia e poi le cipolle, sbucciate e tagliate in quarti. Quando sono dorate bagnarle con l'acqua, il vino e lasciarle stufare coperte per 25 minuti; unire le prugne scolate e continuare la cottura per altri 20 minuti, sempre coperto, fino a quando le cipolle sono molto morbide.
Togliere il coperchio, alzare la fiamma e far ridurre al minimo il sugo e caramellare le cipolle. Regolare di sale e pepe e servire.

Il consiglio di Joe Toastino
Questo contorno si sposa benissimo con degli stufati o degli arrosti, ma anche ad accompagnare un piatto di formaggi è perfetto. Se vi piace potete anche sostituire metà delle prugne con delle albicocche secche e completare il piatto con qualche gheriglio di noce sbriciolato grossolanamente.

mercoledì 18 novembre 2015

Il risotto della domenica

Ci siamo accorti di una cosa.

È da un sacco di tempo che non vi proponiamo un primo piatto, bisogna rimediare :)
Durante la settimana non abbiamo quel gran tempo per metterci lì a preparare un bel primo piatto come si deve, ma la domenica il tempo lo facciamo saltare fuori, non si discute.
Il tempo per preparare il pranzo della domenica, quello che durante la settimana è, appunto, impossibile da organizzare. 
Un piccolo antipasto, un bel primo, il secondo se c'è ancora un poco di spazio in pancia e il dolce; non si riesce a prepararlo in settimana, e diciamo per fortuna...a mangiare tutti i giorni così, rotoleremmo invece che camminare :D
Questo risotto lo abbiamo preparato, per l'appunto, domenica scorsa; in realtà non è assolutamente nulla di difficile. Di base si tratta di un risotto bianco, arricchito da taleggio e spinaci; un risotto coccoloso, perfetto per il freddo che ha deciso di farsi più prepotente. Pochi ingredienti ma, non bisognerebbe neanche dirlo, ottimi. 
Vista la presenza del taleggio non abbiamo aggiunto nella mantecatura il parmigiano, come di solito andrebbe fatto; preferivamo avere come protagonista questo formaggio che però, come unico protagonista del piatto, rischia di essere troppo presente. Ecco perché abbiamo aggiunto gli spinaci, praticamente a crudo: smorzano la grassezza del formaggio e la loro aggiunta alla fine fa in modo che rimangano leggermente croccanti, variando consistenza ad ogni boccone...e colorando il risotto, che sennò sarebbe troppo monocromatico ;)

Risotto Taleggio e Spinaci
dosi | 4 persone
riso carnaroli | 300 gr
taleggio | 150 gr
spinaci freschi | 200 gr
cipolla bianca | una piccola
olio evo | due cucchiai
burro | 20 gr
vino bianco | mezzo bicchiere
brodo vegetale | qb
sale&pepe | qb

Tritare la cipolla e metterla in una pentola assieme all'olio e al burro; far cuocere fino a che la cipolla non è morbida e trasparente. Unire il riso, farlo tostare, poi sfumare con il vino e lasciare evaporare tutto l'alcool.
Aggiungere poco alla volta il brodo caldo, versandone altro quando inizierà ad asciugarsi e portare a cottura il riso. A cinque minuti dal termine della cottura unire il taleggio e per ultimi gli spinaci ben lavati ed asciugati. Togliere dal fuoco, regolare di sale e pepe e servire subito.

Il consiglio di Joe Toastino
Potete completare il risotto con una manciata di pinoli. Fateli tostare per qualche minuto in padella, senza nessun grasso; toglieteli dal fuoco quando saranno abbrustoliti e leggermente traslucidi, segno che stanno iniziando a rilasciare il loro olio. Cospargeteli poi sul risotto, dopo averlo impiattato.

lunedì 16 novembre 2015

Da toast a vellutata

Abbiamo osato.

Nel senso che ci era piaciuto così tanto il toast di qualche giorno fa che lo abbiamo rivisitato. Ovvero abbiamo messo tutti gli ingredienti, più altri, in pentola e ne abbiamo tirato fuori una vellutata.
Avevamo dubbi sul cachi, già quando stavamo ragionando sul toast, ma visto l'ottimo risultato di quell'esperimento...perchè non osare? ;)
E poi, a pensarci bene, non si usa la zucca nelle vellutate? Non è dolce? E il cachi non è dolce? Ed arancione pure lui? Ci siamo quindi fatti passare le ultime resistenze nella nostra testolina e messi all'opera. L'unica cosa che si distacca dal toast è quel leggero sentore speziato, che nelle vellutate a noi piace sempre tanto, sopratutto in quelle invernali.
Il lardo e le spezie rendono molto saporito il soffritto, le castagne conferiscono cremosità alla vellutata ed i cachi...bhe i cachi funzionano. Abbiamo poi completato il tutto con dei crostini usando con il pane al cacao che ci era rimasto. 
Non c'è che dire, esperimento riuscito! Se la preparate per altre persone fate finta di nulla e solo alla fine rivelate l'ingrediente segreto...scommettiamo rimarranno tutti sorpresi?
Piccola nota sui cachi mela: diversamente da quelli normali, che si capisce benissimo quando sono maturi, ovvero quando sono belli morbidi, questo particolare tipo di cachi tende ad ingannare. Rimane sempre duro (non a caso l'hanno chiamato mela eh), quindi per capire se è buono o meno non resta che aprirlo e assaggiarlo. Per buono intendiamo che non allappi la lingua...state attenti perché un cachi non maturo, anche se cotto, rischia di rovinare tutto il piatto. Comunque quelli in vendita, generalmente sono pronti da mangiare; se non siete sicuri, metteteli per qualche giorno in un sacchetto di carta assieme a delle mele, che, rilasciando etilene, li faranno maturare. Trucco della nonna spiegato con un minimo di basi scientifiche ;)

Vellutata di Cachi e Castagne
dosi | 4 persone
cachi mela | due
castagne cotte | 100 gr
lardo a fette | 30 gr
cipolla bianca | una
rosmarino | un rametto
curry | mezzo cucchiaino
curcuma | un cucchiaino
radice di zenzero | un cm
aglio | uno spicchio
brodo vegetale | qb
sale&pepe | qb

Tritare la cipolla e metterla in una pentola con fondo spesso assieme allo zenzero e all'aglio grattuggiati, il rametto di rosmarino e il lardo. Fare stufare fino a che le cipolle non sono morbide, poi aggiungere il curry e la curcuma e fare andare ancora un paio di minuti; eliminare poi il rosmarino.
Aggiungere i cachi, sbucciati e tagliati a pezzetti, le castagne e lasciare rosolare; versare il brodo a filo e lasciare cuocere, senza coperchio, per 20 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo altro brodo se necessario.
Passare con il frullatore ad immersione, regolare di sale e pepe e servire subito la vellutata, accompagnata da crostini.

Il consiglio di Joe Toastino
Per i crostini, abbiamo usato il pane al cacao che avevamo preparato per l'ultimo toast che vi abbiamo proposto; se non ne avete, provate ad usare del pane di segale, che si sposa benissimo con i sapori speziati di questa vellutata.

martedì 10 novembre 2015

In difesa del Cavoletto

Cavoletti di Bruxelles.

In cima alla classifica delle verdure meno sopportate ci sono loro. Assieme, probabilmente, a tutta la famiglia dei cavoli in generale. Forse la loro cattiva fama deriva dall'odore poco invitante mentre vengono cotti (basta aprire la finestra, no?), oppure alla, falsa, fama di poca digeribilità.
Non è comunque il nostro caso, i cavoletti ci piacciono un sacco; quando è stagione sulla nostra tavola non mancano mai. Li mangiamo anche semplicemente bolliti con un filo di olio, sale e pepe.
Oggi vi proponiamo una ricetta di quelle che piacciono a noi, che mischiano frutta e verdura; un contorno che si abbiana a qualsiasi piatto, che sia carne, pesce o un bel piatto di formaggi misti.
Cavoletti di Bruxelles al forno con uva. Una cosa molto semplice, molto buona e veramente velocissima da preparare, anche per dei pranzi o cene dell'ultimo minuto. Si mette tutto in forno e voi avrete il tempo di preparare qualcosa d'altro...o semplicemente rilassarvi in attesa che sia tutto cotto :)
Frutta e verdura appunto; in questo caso la dolcezza dell'uva si sposa benissimo con il retrogusto vagamente piccante dei cavoletti. Cucinateli anche a chi non ama cavoli e simili...scommettiamo che cambierà idea? ;)

Cavoletti di Bruxelles e Uva al Forno
dosi | 4 persone
cavoletti di bruxelles | 350 gr
uva rosata | 350 gr
timo | un rametto
olio evo | 2 cucchiai
sale&pepe | qb

Pulire i cavoletti, lavarli, tagliarli a metà e metterli in una ciotola assieme agli acini di uva lavati, l'olio, le foglioline del timo, sale e pepe. Mescolare bene e versare in una teglia, ricoperta con carta da forno.
Cuocere in forno caldo a 230° per 20 minuti circa, fino a che i cavoletti non sono teneri ed abbrustoliti.

Il consiglio di Joe Toastino
Potete completare la ricetta con una manciata di noci tritate grossolanamente, daranno ancora più gusto al piatto!

venerdì 6 novembre 2015

I Toast di Joe Toastino_Cachi, Castagne e Lardo


Più autunno di così non si può.

Il toast di oggi è un concentrato di autunno, forse manca la zucca, ma un toast con lei protagonista ve lo avevamo già proposto, ricordate? ;)
Questa è anche la stagione di cachi e castagne, quindi...perchè non pensare di usarli per fare un toast? Ci abbiamo ragionato sopra, dovevamo solamente bilanciare bene la dolcezza del cachi e delle castagne.
Siamo quindi partiti dal pane, che doveva avere un sapore deciso, per andare a contrastare, ma anche a sposarsi, con il resto degli ingredienti. La ricetta del pan carrè è la solita, abbiamo solo sostituito 40 gr di farina con la stessa quantita di cacao amaro in polvere e aggiunto una manciata abbondante di noci tritate grossolanamente.
Viene fuori un pane molto profumato, leggermente amarognolo ma aromatico; perfetto per quello che volevamo fare ;)
Cachi e castagne però non erano abbastanza; abbiamo arricchito la farcitura con qualche fettina sottile di lardo, giusto per rendere questo toast l'apoteosi dell'autunno :D
Magari preparatelo dopo una bella passeggiata nei boschi; vi servirà qualcosa per recuperare le energie e questo toast è perfetto!


Incidere le castagne, metterle in una pentola, coprirle con acqua fredda, portare a bollore e lasciare cuocere fino a che non sono tenere. Sbucciarle quando sono ancora calde e schiacciarle con una forchetta; condirle con olio, sale e pepe e tenerle da parte.
Lavare il cachi, sbucciarlo e tagliarlo a fatte di mezzo centimentro circa. In una padella scaldare un goccio di olio, aggiungere un rametto di rosmarino e poi le fette di cachi; far cuocere fino a che non sono rosolate, poi condirle con sale e pepe.
Prendere una fetta di pan carrè, stenderci il composto di castagne, poi il lardo, le fette di cachi e chiudere con l'altra fetta di pane; passarlo in una padella antiaderente fino a che il pane non è abbrustolito e il lardo inizia a sciogliersi.

mercoledì 4 novembre 2015

Un alberello di arance


Un alberello di arance.

Lo abbiamo comprato qualche anno fa; piccolino, non ha mai fatto molti frutti, giusto una manciata.
Poi, un paio di primavere fa, lo abbiamo trapiantato, è cresciuto un poco ed ora è carico di frutti...tante piccole arance, grandi circa come delle palline da ping pong.
Non si riescono però a mangiare. Nel senso, una volta sbucciate non rimane praticamente nulla...quindi che farne? Perchè di lasciarle ad appassire sull'alberello non se ne parlava proprio.
Ci è venuto in mente di prepararle candite; avevamo letto tempo fa una ricetta di mandarini cinesi, o kumqwat, canditi, appunto. Ora, i mandarini cinesi a noi non hanno mai convinto da mangiare così come sono. Di sbucciarli non se ne parla, si perde solo pazienza, e di mangiarli con la buccia non se ne parla doppiamente; quelle poche volte che li abbiamo utilizzati sono finiti assieme ad altri ingredienti in dolci o simili, e comunque cotti.
Quindi, perché non farli canditi? Il procedimento è veramente banale, bisogna solo aspettare i tempi di riposo, ma d'altronde, per le cose buone ci vuole tempo ;)
Ma poi come si usano? A noi piacciono con i formaggi; ma stanno benissimo anche con del gelato o come dei canditi veri e propri, quindi da inserire nei dolci...insomma, sbizzarritevi!!

Mini Arance Candite
mini arance/kumqwat | 1 kg
zucchero | 1 kg
acqua | 1 lt
bicarbonato | 2 cucchiai

Mettere le arance in una grossa ciotola, coprirle con acqua fredda, aggiungere il bicarbonato, mescolare bene e lasciare riposare per due ore.
Riprenderle, sciacquarle bene e bucherellarle con uno stuzzicadenti.
In una pentola capiente, con fondo spesso, versare lo zucchero, l'acqua e portare a ebollizione; unire le arance e far cuocere per 20 minuti, lasciando sobbollire dolcemente. Spegnere il fuoco, coprire e lasciare riposare 24 ore.
Passate le 24 ore togliere le arance dalla pentola, riportare a bollore lo sciroppo, rimettere le arance e far cuocere altri 20 minuti; lasciare poi riposare altre 24 ore. Ripetere poi il procedimento un'altra volta.
Lasciare raffreddare le arance e poi metterele in un barattolo a chiusura ermetica; si corservano per 6 mesi, al buio e all'asciutto.

Il consiglio di Joe Toastino
Aromatizzate lo sciroppo con delle spezie, tipo una stecca di cannella o una bacca di vaniglia; saranno ancora più buone :)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...