giovedì 18 dicembre 2014

Il Pandoro


Pandoro.

Ci frullava per la testa da qualche tempo l'idea di prepararlo. Siamo però sempre stati frenati dalla ricetta. E dallo stampo.
Nel senso...il pandoro è una di quelle ricette che sembrano impossibili da preparare a casa, anche solo per i tempi di lievitazione, che sono abbastanza lunghi. Ce ne eravamo interessati l'anno scorso ma avevamo abbandonato l'idea perché le ricette trovate sul web non ci convincevano, non ce n'era una che concordava con l'altra sulle dosi e sulla preparazione.
Anche ad aver trovato la ricetta giusta ci mancava lo stampo: sì perché serve quello di alluminio, bisogna scordarsi di quelli di silicone, a leggere su internet non reggono alla spinta della lievitazione e quello che esce non è un pandoro, ma una cosa informe. Noi l'altro anno ci siamo svegliati tardi e di stampi di alluminio non ne abbiamo trovata traccia, spariti, tutti ad autoprodursi il pandoro.
A questo giro però abbiamo giocato d'anticipo e a fine ottobre avevamo lo stampo tra le nostre mani...rimaneva da capire a qual ricetta affidarsi. La soluzione in realtà ce l'avevamo in libreria; stavamo mettendo ordine nel caos di libri, ricettari, foglietti volanti, post-it&co quando è saltato fuori un libricino delle sorelle Simili, sul pane e lievitati. Tra i lievitati c'era il pandoro...e siccome le sorelle Simili sono una garanzia quando si tratta di lievito abbiamo letto il procedimento, temendo però servissero un paio di lauree per far saltare fuori il dolce. E invece no, è tutto abbastanza semplice, l'unico passaggio complicato (ma neanche tanto, anzi...) è quello della sfogliatura dell'impasto; ma una volta capito il procedimento si va spediti, tranquilli :)
Ah, ovviamente, come tutte le ricette a base di lievito bisogna prendersi tutto il tempo necessario. Perché se il tempo richiesto per l'impasto è poco, tutto è compensato dalla lievitazione. Quindi nei tempi morti andate a farvi un giro o fate altro e date tempo al lievito di fare il suo dovere.
Ne sarete ripagati: il pandoro che esce è sofficissimo, profumato di burro e vaniglia, insomma, una vera goduria!
Non fosse per le tempistiche lunghine si potrebbe anche pensare di farne qualche d'uno in più da regalare in giro, no? ;)

Pandoro
dosi | uno stampo da 1 kg
farina manitoba | 450 gr
lievito di birra | 18 gr
zucchero | 135 gr
burro morbido | 170 gr
uova | 3 intere più un tuorlo
latte | 60 ml
vaniglia | una bacca
sale | un cucchiaino

In una ciotola sciogliere il 15 gr di lievito con il latte e 10 gr di zucchero; aggiungere un tuorlo e 50 gr di farina. Mescolare bene e lasciare lievitare al tiepido, fino a che non raddoppia di volume.
Riprendere l'impasto e aggiungerci il lievito rimanente sciolto in un cucchiaio di acqua tiepida, lo zucchero, un uovo, 200 gr di farina e mescolare bene con un cucchiaio di legno; aggiungere 30 gr di burro, poi lavorare fino ad ottenere un impasto liscio. Rimettere a lievitare fino al raddoppio di volume.
Riprendere l'impasto, aggiungere il sale, le uova rimanenti, i semi della bacca di vaniglia e lavorare bene; lasciare lievitare fino al raddoppio di volume, poi lasciare riposare al fresco per 12 ore.
Trascorso il tempo di riposo stendere l'impasto formando un quadrato dello spessore di 1 cm circa; stenderci sopra il burro rimanente poi ripiegare i quattro angoli al centro, per richiudere la sfoglia, e stenderla con il mattarello, formando un rettangolo. Ripiegarlo in 3 parti, in modo che i bordi corti, piegandosi, siano all'interno e lasciare riposare al fresco per 20 minuti.
Riprendere l'impasto e stenderlo nuovamente in un rettangolo; lasciare riposare per altri 20 minuti. Ripetere questo passaggio per altre due volte.
Prendere i lati del rettangolo e, aiutandosi con le mani imburrate, portarli verso l'alto, in modo da formare una palla, che va messa nello stampo ben imburrato; lasciare lievitare fino a che l'impasto non arriva all'orlo.
Cuocere in forno caldo a 170° per 15 minuti e poi a 160° per 50 minuti circa; se la superficie del pandoro tende a scurire troppo coprirla con un foglio di alluminio. Controllare la cottura con uno stecchino di legno; sformare e lasciare raffreddare completamente; si conserva per 5 giorni in un sacchetto ben chiuso.

Il consiglio di Joe Toastino
Un'ora prima di servirlo lasciatelo intiepidire sul termosifone, in modo che il burro rilasci tutta la sua fragranza. Ah, ovviamente, serve una nevicata di zucchero a velo prima di tagliarlo :)

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