lunedì 30 giugno 2014

Non chiamatela pizza

Focaccia.

Perchè in realtà è quello: una focaccia con sopra del sugo di pomodoro, che prende il nome di sardenaira (o sardenara...o sardinara), tipica della zona del sanremese.
Questo è uno di quei piatti che ci trasciniamo dietro da molti anni, nel senso che ogni volta che si capita in zona non si può fare a meno di farne scorpacciate e tentare di carpirne la ricetta, ovviamente.
Il problema del chiedere in giro le ricette è che nessuno te la darà mai precisa e comunque saranno sempre tutte diverse, anche solo per un grammo di un ingrediente.
Ma noi siamo zucconi.
E finalmente un panettiere, crediamo esasperato dalle nostre richieste insistenti, ci lascia la sua ricetta, rendendoci felici. Salvo poi realizzare che con quelle dosi ci potresti sfamare mezza costa ligure...l'unica cosa da fare era quindi mettere assieme tutte le informazioni che avevamo in nostro possesso e iniziare a fare esperiementi.
Noi ve lo diciamo, è la nostra personale ricetta, quella che più si avvicina a quella che abbiamo mangiato negli anni. Il frutto di diversi esperimenti, prima di ottenere la nostra sardenaira perfetta. Sicuramente ci saranno milioni di altre ricette validissime, basta farsi un giro su internet, ma noi siamo soddisfatti della nostra, abbiamo trovato il giusto equilibrio tra tutti gli ingredienti.
Dicevamo. Si tratta di una focaccia con del sugo di pomodoro. E infatti è questa la sua particolarità; non si mette il pomodoro a crudo, ma si fa una salsa arricchita da cipolla, capperi e acciughe. Da versare poi sull'impasto lievitato, completandolo poi con altre acciughe, aglio e olive. Come potete immaginare si tratta di un piatto molto saporito, ma al tempo stesso molto, molto equilibrato; i sapori si sposano alla perfezione e nessuno prevale sull'altro.
Anche l'impasto è diverso da quello della classica pizza. A parte la presenza della maizena, che lo rende molto più soffice, la particolarità è che si lavora veramente molto poco, basta mescolare tutti gli ingredienti con una forchetta fino a che non sono amalgamati, stenderlo nella teglia e lasciare lievitare. Facile, no?
Vi lasciamo quindi la nostra personalissima ricetta, vi garantiamo che una volta provata non ne farete più a meno!!!
Un consiglio: un bel pezzo di sardenaira sotto l'ombrellone, una bibita fresca e la vostra giornata in spiaggia sarà perfetta :)

Sardenaira
dosi | 4 persone
farina | 290 gr
maizena | 40 gr
lievito di birra | ½ cubetto
latte | 200 gr
olio di oliva | 70 gr + quelli necessari per la teglia e il sugo
pelati | una scatola da 400 gr
cipolla bianca | una grossa
aglio | 8 spicchi
olive taggiasche | 20 circa
capperi sotto sale | 30 gr
acciughe sott'olio | 7
origano | qb

In una ciotola capiente mescolare la farina, la maizena, l'olio, il lievito sciolto nel latte tiepido e mescolare con una forchetta fino a che gli ingredienti non sono amalgamati; l'impasto non va lavorato a lungo, rimarrà abbastanza appiccicoso.
Ungere bene con olio una teglia da circa 30x40 cm e stendervi l'impasto, aiutandovi ungendovi le mani. Coprire con un telo e lasciare lievitare per un paio d'ore.
Nel frattempo preparare il sugo: tritare la cipolla e farla soffriggere in padella con un paio di cucchiai di olio; quando inizia ad appassire aggiungere i capperi dissalati e tritati e 3 filetti di acciuga. Far insaporire e poi unire i pelati e dell'acqua tiepida (la quantità che può contenere il barattolo di pelati); aggiungere poi l'origano, schiacciare i pelati con una forchetta e cuocere fino a che il sugo non si sarà ridotto, rimanendo ancora però un poco liquido. Assaggiatelo e nel caso regolatelo di sale.
Riprendere la teglia, stenderci sopra il sugo e, con i polpastrelli, fare tante piccole fossette, in modo tale che penetri bene nell'impasto. Completare con le olive snocciolate, le acciughe a pezzetti e gli spicchi d'aglio, non sbucciati.
Cuocere in forno preriscaldato a 220° per 20 minuti circa, fino a che i bordi saranno dorati. Lasciare riposare e servire la sardenaira tiepida.

Il consiglio di Joe Toastino
Preparate la sardenaira la sera e servitela il giorno successivo, a temperatura ambiente. I sapori si amalgameranno al meglio e sarà ancora più buona!

2 commenti:

  1. Bravissimi! Quel santo panettiere lo avete preso per sfinimento! E' una tattica molto efficace che spesso adotto anch'io :-))). Ma del resto...quando si vuole ardentemente raggiungere uno scopo, è così che bisogna fare! ehhhhh.... buonaaaaa questa sardenairaaaaaaaaaaaaa!!!

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    Risposte
    1. Siamo stati super tenaci!! E il panettiere ci ha premiati (o forse non vedeva l'ora di liberarsi di noi!!?)! Comunque siano andate le cose, abbiamo raggiunto il nostro scopo: Sardenaira per tutti!!! L'ideale per un aperitivo, una cenetta, insomma: che l'estate abbia (davvero!) inizio! :)
      Un abbraccio e una buonissima giornata!!

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